Acrofobia: sintomi, cause, trattamento, di che si tratta?

Acrofobia: sintomi, cause, trattamento, di che si tratta?

L’acrofobia è una delle fobie più comuni, caratterizzata da paura eccessiva e irrazionale di altezza e vuoto. Non deve essere confusa con le vertigini.

Cos’è l’acrofobia?

L’acrofobia fa parte dei disturbi d’ansia. Si tratta di una fobia specifica che si manifesta con una paura irrazionale quando la persona si ritrova ad altezze eccessive. La sensazione di panico aumenta in assenza di protezione tra l’individuo e il vuoto. 

Alcuni acrofobici possono provare questo malessere anche quando altre persone si ritrovano in una situazione del genere. Per evitare queste sensazioni particolarmente spaventose, l’individuo mette in pratica alcuni meccanismi di evitamento del vuoto e dell’altezza.

L'acrofobia si presenta anche nel momento in cui si usano mezzi diretti rapidamente verso l'alto, come nel caso degli ascensori.

Questo tipo di fobia può manifestarsi in forma isolata o essere ricollegabile a diversi quadri psicopatologici, tra cui nevrosi fobica e disturbo fobico-ossessivo.

Spesso, l'acrofobia rappresenta un fenomeno passeggero, destinato a scomparire spontaneamente. In alcuni casi, però, richiede il ricorso alla psicoterapia o alla terapia comportamentale.

Quali sono i sintomi dell’acrofobia?

Quando l’acrofobo si ritrova in una situazione “fobogena”, prova grande angoscia che può causare un attacco di panico. I sintomi possono essere di natura e di intensità diverse in base ai casi:

- sensazione di essere attirati dal vuoto

- impressione di perdere l’equilibrio

- difficoltà di respirazione

- sensazione di oppressione

- gambe che tremano

- accelerazione del battito cardiaco

- incapacità di muoversi

- stordimento, vertigini

- sudorazione eccessiva.

La persona che soffre di acrofobia può arrivare, perfino a sperimentare quella che viene definita “ansia anticipatoria”, vale a dire, provare i sintomi appena descritti, semplicemente immaginando o anticipando mentalmente la situazione che più teme (immaginare di trovarsi in cima ad un palazzo, in una montagna ecc… ) e a partire da ciò, iniziare a evitare puntualmente tutte le situazioni che potrebbero metterla in contatto con la propria fobia. C’è chi, in casi estremi, per esempio, finisce con l’evitare perfino di salire le scale o affacciarsi da balconi recintati, anche ad altezze “medie”.   

Quali sono le cause dell’acrofobia?

Nell'uomo, il meccanismo incosciente che permette di conoscere la propria posizione nello spazio e di conservare l’equilibrio è chiamato “propriocezione”. Le informazioni che la creano derivano dal sistema vestibolare e dalla vista.

In situazioni di altezza, gli indicatori visivi che servono a preservare una postura stabile sono pochi e devono essere compensati dal sistema vestibolare (orecchio interno).

In una persona che soffre di acrofobia, questo sistema potrebbe essere difettoso. Alcune cause psicologiche possono spiegare una paura eccessiva dell’altezza: caduta, trauma, disturbi d’ansia.

La paura dell'altezza è naturale in tutti gli esseri umani; tuttavia, nel caso in cui si verifichino eventi traumatici come incidenti o cadute, viene molto amplificata. Può diventare morbosa anche solo se si assiste ad un'esperienza di questo tipo, senza per forza essere direttamente vittime dell'incidente.  

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Quali sono i trattamenti dell’acrofobia?

In presenza di questo disturbo, si consiglia di consultare un otorinolaringoiatra per individuare un eventuale problema a livello dell’orecchio interno. Se non viene diagnosticato alcun problema, è necessario cercare l’origine della fobia seguendo una psicoterapia.

La terapia cognitivo-comportamentale è uno dei trattamenti privilegiati. Altri metodi possono avere un impatto positivo su questo tipo di fobia, ad esempio l’ipnosi, la sofrologia, le tecniche di rilassamento e lo yoga.

Eleonora Sanna
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