Lo strano caso della Pisonia, l'albero che uccide i volatili

Lo strano caso della Pisonia, l'albero che uccide i volatili

Ai confini dell’oceano Pacifico e Indiano, un albero uccide una parte degli uccelli che si posano su di lui, senza una ragione apparente. Un ecologista ha deciso di portare avanti una ricerca per sapere se questi assassinii erano accidentali o premeditati.

Alcune specie di alberi e di uccelli cooperano per assecondare i loro interessi. I primi offrono un rifugio ai secondi che a loro volta diffondono il materiale genetico del loro ospite. D’altra parte, nel caso del Pisonia grands, la relazione è tutt’altra. I semi di quest’albero endemico dell’oceano Indiano e Pacifico sono coperti di una sostanza che causa la morte di numerosi uccelli, che finiscono irrimediabilmente incollati ai rami.

Volatili, attenzione!

Numerose specie di alberi producono semi coperti di un muco speciale e di piccoli uncini che permettono di aderire a tutto ciò che viene a contatto con loro. Questa tecnica permette ad esempio di attaccarsi alle piume degli uccelli che li trasportano più lontano e li diffondono. Il problema con la Pisoniaè che questa colla vegetale sembra essere troppo potente…

Quando un uccello si posa sull’albero, le sue piume di ritrovano rapidamente coperte da molti semi che incollano anche i rami, le foglie e tutto ciò che li circonda. Gli uccelli più piccoli si ritrovano quindi incollati, a volte impietriti e incapaci di muoversi. Se un predatore non mette fine alla loro agonia, finiscono per morire di fame.

Come delle cupe decorazioni natalizie, i loro corpi in decomposizione ornano i rami e la base delle pisonie. Tra le vittime, la sterna stolida nera (Anous minutus), un uccello marino.

Alla ricerca del movente

Per comprendere le ragioni di questo terribile massacro, l’ornitologo ed ecologista marino Alan Burger, dell’Università di Victoria in Canada, si è recato sull’isola Cousin, nell’arcipelago delle Seychelles nel 2005. Il suo obiettivo era quello di scoprire se ci fossero delle cause evolutive dietro a questo comportamento, attraverso diversi esperimenti.

Il primo esperimento consisteva nell’analisi dei benefici potenziali della decomposizione dei cadaveri, ricchi in nutrimenti, nello sviluppo dei semi. Ha così potuto dimostrare che i semi che crescono nelle vicinanze degli uccelli morti non sembrano beneficiare di più vantaggi rispetto a quelli che crescono distanti dall’albero. Gli uccelli sono inoltre più utili da vivi, fertilizzando il suolo con i loro escrementi.

In un secondo esperimento, Burger ha immerso i semi nell’acqua di mare, pensando che gli uccelli morti potessero costituire una forma di arca che permettesse al materiale genetico dell’albero di viaggiare su altre isole. Tuttavia, i semi sono morti in 5 giorni, annullando quest’ipotesi. Anche su una zattera di fortuna, i semi non avrebbero vissuto abbastanza per arrivare su un’altra isola.

Infine, l’ecologista ha sotterrato i semi sotto l’acqua di mare, per un periodo di quattro settimane. Essi germogliavano, dimostrando che il miglior metodo di disseminazione rimane il viaggio su uccelli vivi, attaccati alle loro piume. Il fatto che alcuni di questi uccelli siano vittime dell’azione della colla sarebbe un incidente, un effetto collaterale senza specifico vantaggio.

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Nonostante siamo tentati di pensare che tutto in natura abbia un senso, alcuni tratti si dimostrano essere a volte solo il risultato di prove fallite, o semplicemente gli effetti indesiderati di una tecnica di sopravvivenza impiegata in modo un po’ troppo radicale. Comunque sia, siete avvisati: non toccate la Pisonia.

 

Giada Di Matteo
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