Pompei: gli archeologi scoprono lo scheletro di un uomo morto in maniera orrenda

Pompei: gli archeologi scoprono lo scheletro di un uomo morto in maniera orrenda

Il resti di un uomo morto durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. sono stati recuperati dagli archeologi del sito archeologico di Pompei. Gli scavi hanno consentito di ripercorrere le sue ultime ore di vita.

Senza dubbio è l’eruzione vulcanica più famosa della storia: circa 2000 anni fa rase al suolo la città di Pompei. Secondo le stime, il risveglio del Vesuvio nel 79 d.C. provocò oltre 15.000 vittime. Gli archeologi hanno appena scoperto una nuova drammatica testimonianza della catastrofe. Si tratta dello scheletro di uomo morto durante l’eruzione del vulcano. 

Secondo gli archeologi, l’uomo aveva circa trent’anni al momento della morte. Inoltre hanno scoperto che aveva un problema alle ossa di una gamba, che probabilmente gli rese difficile la fuga. 

Gli archeologi hanno trovato lo scheletro sdraiato sulla schiena al primo piano di un edificio su uno strato di lapilli, piccoli frammenti di roccia vulcanica. Pertanto l’uomo sarebbe riuscito a sopravvivere ai primi stadi dell’eruzione. Inoltre sono stati trovati resti di pezzi di metallo, tronchi d’albero e marciapiede. Secondo Osanna si tratta di una scoperta "drammatica e straordinaria" che offre una nuova prospettiva sul modo in cui gli abitanti vissero la catastrofe.

Le colate fatali

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A Pompei gli archeologi hanno trovato circa 1150 salme: 394 persone rimasero uccise da rocce e detriti degli edifici crollati, mentre le altre 756 vittime persero la vita a causa delle colonne di gas vulcanico e cenere formate dalle colate piroclastiche.

"Oggi possiamo tecnicamente ricostruire questo spazio proprio come era all’epoca", illustra Massimo Osanna in un video pubblicato da La Repubblica. "È la prima volta che possiamo fare questi scavi con gli strumenti attuali. Nell’Ottocento e nel Novecento furono effettuati alcuni scavi nella zona dove abbiamo trovato lo scheletro. Ma all’epoca non era possibile raggiungere la profondità attuale".

Si tratta della prima vittima identificata nell’area Regio V, situata dalle parti di Napoli, durante gli scavi effettuati in questi mesi nell’ambito del Grande Progetto Pompei. Il cantiere da 105 milioni di euro restituirà tutto il suo lustro al celebre sito archeologico oggetto di ripetuti crolli e scandali di corruzione.

Giada Di Matteo
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