La zampa di elefante, la massa radioattiva letale nascosta nelle viscere di Chernobyl

La zampa di elefante, la massa radioattiva letale nascosta nelle viscere di Chernobyl

Nel sottosuolo della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, si nasconde una delle cose più pericolose del mondo. Soprannominata “zampa di elefante”, si tratta di un enorme ammasso radioattivo in grado di uccidere in pochi minuti chiunque si avvicini.

La catastrofe nucleare di Chernobyl avvenne il 26 aprile 1986 e rimane la più grave della storia, classificata a livello 7, il più alto sulla scala internazionale dei disastri nucleari (INES). Una catastrofe che ha causato conseguenze notevoli su uomini e ambiente. Oltre trent’anni dopo, Chernobyl continua a turbare gli animi.

Nel novembre del 2016, sulla centrale è stato costruito un nuovo sarcofago: una struttura di confinamento alta 108 metri e lunga 162 metri che pesa 32 000 tonnellate per assicurare la sicurezza della zona per i prossimi 100 anni. La situazione è ormai sotto controllo ma dentro la centrale di Chernobyl si cela ancora l’Inferno.

Una mostruosa massa di corium

Qui si trova la cosiddetta “zampa di elefante”, un’enorme massa che prende il nome dalla sua forma, considerata una delle cose più pericolose del mondo. Si tratta di una massa composta da “corium”, un miscuglio di combustibile nucleare radioattivo, di metallo fuso proveniente da macchinari e di altri elementi associati al combustibile.

Questa struttura si trova nella parte inferiore del reattore e si è formata durante l’incidente, quando la temperatura ha raggiunto più di 3000 °C, facendo fondere tutto ciò che si trovava nell’edificio. Ciò ha creato mostruose lingue di magma fuso che si sono solidificate, formando una massa di più di due metri di diametro e di centinaia di tonnellate stimate.

La zampa è stata scoperta con l’aiuto di una camera controllata a distanza. Impossibile avvicinarsi senza mettere in pericolo la propria vita. Nel 1986, il livello di esposizione alle radiazioni in presenza dell’ammasso arrivava a 10 000 röntgen (R) all’ora. Si stima che un’esposizione di 500 R in cinque ore sia letale per l’uomo.

Esposizione fatale

Dopo l’incidente, avvicinarsi alla zampa di elefante poteva quindi causare una morte molto rapida. Due minuti di esposizione sarebbero bastati a colpire le cellule del corpo causando emorragie, qualche minuto in più avrebbe provocato vomiti, diarrea e febbre e dopo cinque minuti la persona esposta avrebbe avuto solo qualche giorno di vita.

Ci sono voluti molti anni e molto coraggio perché gli ingegneri trovassero un modo per avvicinarsi e prelevare dei campioni per sapere esattamente cosa la zampa contenesse. Nel 1996 un fotografo ha osato avvicinarsi e gli scatti dimostrano la pericolosità della struttura. Le immagini sono sfocate e di qualità mediocre, una di esse mostra anche un individuo che sembra un fantasma.

Questi difetti non sono legati alla macchina fotografica ma all’intensa radioattività. Secondo Motherboard, il fotografo in questione, Artur Korneyev, specialista in radiazioni ha trascorso più tempo nella zona contaminata di chiunque altro. Nonostante una cataratta e gravi problemi di salute legati ai tre anni di radiazioni, il fotografo è ancora vivo ma non ha il permesso di accedere al sito.

Chernobyl oggi

Trent’anni dopo la catastrofe di Chernobyl, il livello delle radiazioni è diminuito nella zona di esclusione situata a una ventina di chilometri intorno alla centrale. La natura sembra aver ripreso piede ma la maggior parte della regione rimane abbandonata.

Dopo la costruzione del nuovo confine un altro onere spetta all’Ucraina: quello di smantellare la centrale ed evacuare i combustibili e gli scarti radioattivi che si trovano ancora al suo interno. Il progetto risulta particolarmente delicato, complesso e costoso e dovrebbe andare avanti per anni se non per decenni.

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Tutti i dettagli nel video. 

Giada Di Matteo
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