Rettoscopia: definizione, come si svolge e ci sono dei rischi?

Cos’è la rettoscopia? A cosa serve?

La rettoscopia è un esame endoscopico che permette di esplorare il retto. È indicato in presenza di sangue nelle feci o in caso di sospetto di patologia rettale.

Cos’è una rettoscopia?

Realizzata con un endoscopio rigido dotato di fibre ottiche, la rettoscopia permette di studiare il retto, il canale anale e la regione distale del colon sigmoidea per individuare la presenza di un’anomalia sospettata in caso di dolore rettale. È uno strumento di riferimento nella diagnosi del tumore del retto. La rettoscopia permette infatti di effettuare prelievi di tessuti in vista di un’analisi anatomopatologica (individuazione di cellule tumorali).

L’esame può essere realizzato anche nell’ambito del bilancio di estensione di un tumore per determinarne la localizzazione e la grandezza. È necessario sapere che il tumore colorettale è il terzo tumore più diagnosticato. La rettoscopia può anche essere usata in caso di emorragia, di fistole rettali e di molte altre malattie che possono colpire il retto e le zone circostanti.

Essa può anche essere utilizzata a fini terapeutici, per la cura - di nuovo - dei tumori, dei polipi o di altre malattie quali le emorroidi.  

Tuttavia, di recente, si stanno diffondendo sempre di più tecniche che si avvalgono della tecnologia digitale per garantire un risultato più chiaro ed efficace. La videoproctoscopia digitale registra infatti le immagini per poterle utilizzare quando necessario, rendendo l'esame più rapido e meno invasivo.

Come si svolge una rettoscopia?

Per facilitare l’esplorazione, si somministra un lassativo la sera prima dell’esame. Il giorno dell’esame verrà effettuato un lavaggio rettale. L’esame può essere realizzato in ospedale o in clinica e non richiede - in genere - alcuna anestesia. In alcuni casi, tuttavia, potrà essere consigliata ed eseguita un'anestesia locale.

Dopo essersi spogliato, il paziente si mette in ginocchio (posizione genupettorale) con il busto piegato in avanti, il dorso inarcato e le mani sul tavolo. Un rettoscopio da 15 a 25 centimetri di lunghezza, lubrificato, viene introdotto nell’ano.

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L’esplorazione dura qualche minuto, a meno che il medico non realizzi dei prelievi di tessuti. In questo caso potrebbe durare più tempo tramite anche l'utilizzo di altri strumenti. Essa è facilitata dall’iniezione di aria che favorisce lo scivolamento delle mucose rettali. Una volta effettuato l’esame, il paziente può tornare a casa e mangiare normalmente.

Rettoscopia: quali sono i rischi e le controindicazioni?

Non ci sono controindicazioni per una rettoscopia. Il radiologo conosce la tecnica alla perfezione e l’esame si dimostra sgradevole ma non doloroso. Il passaggio dell’endoscopio è poco piacevole ma il problema è soprattutto il sentimento di intrusione nell’intimità che disturba i pazienti.

Si tratta quindi di effetti psicologici, per cui il medico è tenuto a rilasciare informazioni chiare e dettagliate riguardo allo svolgimento dell’esame. Il paziente firma il consenso informato. Se il consenso non viene firmato, qualsiasi esame potrebbe essere al centro di azioni legali.

Giada Di Matteo
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