Scintigrafia polmonare: definizione, svolgimento e rischi

Scintigrafia polmonare: cos’è? A cosa serve?

Una scintigrafia polmonare è un esame che permette di valutare il funzionamento dei polmoni, soprattutto la ventilazione e la perfusione.

Definizione della scintigrafia polmonare

La scintigrafia polmonare studia le due funzioni più importanti dei polmoni: ventilazione, cioè gli scambi gassosi e perfusione, cioè ossigenazione del sangue venoso. La scintigrafia utilizza particelle radioattive per riuscire a visualizzare questi due meccanismi.

Una camera speciale (gamma camera) permette di vedere come si dividono le particelle diffuse nei polmoni (in modo omogeneo o meno). Se un’arteria è ostruita (embolia polmonare), le particelle non potranno attraversarla e ciò sarà immediatamente visibile nella scintigrafia.

Allo stesso modo, in caso di cattiva ventilazione, se non arriva abbastanza ossigeno a una precisa zona dei polmoni (in caso di tumori o di pneumopatia), verrà osservato un difetto di fissazione delle particelle radioattive.

Quando si esegue la scintigrafia polmonare? 

La scintigrafia polmonare viene effettuata per diagnosticare una serie di patologie:

- in caso di embolia polmonare, al fine di ricercare difetti di perfusione di tipo segmentario e subsegmentario con ventilazione conservata;

- in caso di broncopneumopatie croniche, al fine di valutare il rapporto perfusione/ventilazione; in associazione con la scintigrafia ventilatoria; 

- in caso di neoplasie polmonari, per valutare la fase di pre-intervento di pneumectomia o lobectomia.

Come si svolge una scintigrafia polmonare?

Si distinguono scintigrafie polmonari di perfusione e scintigrafie polmonari di ventilazione, di solito realizzate in successione. Per una scintigrafia di perfusione, le particelle che contengono un traccianteradioattivo (tecnezio 99) sono iniettate nel sangue tramite una vena del braccio mentre il paziente rimane disteso in modo da far diffondere il prodotto in tutto il corpo. La camera gamma viene diretta verso i polmoni e le registrazioni vengono effettuate da diverse angolazioni per controllare la perfusione polmonare.

In seguito, si può procedere con una scintigrafia polmonare di ventilazione, durante la quale si richiede al paziente di inalare un prodotto radioattivo (a base di xeno, cripton o tecnezio) tramite aerosol per qualche minuto. Si analizza il gas espirato dopo quest’inalazione. La gamma camera permette di studiare il modo in cui i polmoni espellono le particelle. Di solito, l’esame completo dura massimo 3 ore dall’iniezione del prodotto fino alla fine dello studio.

Scintigrafia polmonare: quali sono i rischi e le controindicazioni?

Questi esami vengono realizzati in un’unità di medicina nucleare e non necessitano di alcuna preparazione particolare. I prodotti radioattivi utilizzati nell’ambito di una scintigrafia polmonare sono inoffensivi (hanno un grado di radioattività molto basso).

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Proprio per quest’assenza di tossicità, possono essere impiegati in bambini e in donne incinte, tranne nel caso della scintigrafia polmonare perfusoria. Alcuni pazienti possono presentare un’allergia ai prodotti usati ma solo raramente. Si sconsiglia in ogni caso la presenza di persone minorenni, anche nelle 24 ore successive all'esame.

 

Paola Gentile
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