Tempo di quick o tempo di protrombina: definizione, ruolo, come analizzare i risultati?

Tempo di quick o tempo di protrombina: definizione, ruolo, come analizzare i risultati?

Il tempo di quick, detto anche tempo protrombina, è un test che permette di valutare, in alcune condizioni precise, la velocità alla quale il sangue coagula. Quest’analisi sanguigna viene richiesta in caso di pazienti che prendono anticoagulanti orali o in caso di diagnosi di alcune malattie dell’emostasi.

Cos’è il tempo di quick o tempo di protrombina?

Il tempo di quick o tempo di protrombina indica la durata necessaria a un campione di plasma sanguigno privo di piastrine per coagulare quando è in contatto con alcuni reattivi particolari (tromboplastina). Il risultato ottenuto può essere espresso in secondi o in percentuale in rapporto al sistema di calibrazione in vigore per armonizzare i risultati.

Oggi si usa il Rapporto internazionale normalizzato (INR) che prende in considerazione il tempo di coagulazione del paziente e quello dei reattivi di riferimento. Il tempo del quick, espresso in INR, corrisponde al rapporto tra il tempo di quick del paziente e il tempo di quick del controllo. Un rapporto di 1 è considerato normale tranne nei pazienti trattati con anticoagulanti per i quali una zona di efficacia terapeutica si trova tra INR che vanno da 2 a 4,5.

Il dosaggio del tempo di quick

Come i principali esami iscritti nell'ambito di un bilancio di coagulazione, il tempo del quick si svolge con una puntura venosa sul braccio. Non fa parte degli esami che richiedono di essere a digiuno ma alcuni laboratori di analisi consigliano un periodo di digiuno prima del prelievo. In caso di esame su bambini piccoli viene utilizzato il sangue capillare.

È necessario sapere che l’alcol e alcuni farmaci sono in grado di modificare i risultati ottenuti. È obbligatorio comunicare al medico se si seguono trattamenti. Tra questi, vi sono i barbiturici, i contraccettivi orali, le terapie ormonali sostitutive: esse possono infatti accorciare il tempo di quick. Al contrario, diarrea severa, vomito prolungato ed altre patologie che causano disidratazione possono allungare il tempo di protrombina. Bisogna anche fare attenzione agli integratori di vitamine ed all'assunzione di vitamina K che ha un ruolo fondamentale nella regolazione di tale valore.

Una volta prelevato, il campione viene messo in contatto con la tromboplastina. La misurazione del tempo di quick si effettua con apparecchi automatici. Il tempo di quick è, di solito, compreso tra 10 e 11 secondi. Quando si esprime in percentuale, si parla di tasso di protrombina, che si posiziona tra 70 e 100%.

Tempo di quick troppo basso: cosa significa?

Un tasso di protrombina più basso del 70% in rapporto a un plasma normale può essere indotto da molte patologie: un’insufficienza epatica, un deficit di fattori II, V, VII o X, un malassorbimento digestivo della vitamina K, una coagulazione intravascolare disseminata, una ipofibrinogenemia o una antiprotrombinasi.

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È necessario sapere che il tempo di quick può diminuire nell'ambito di un trattamento con anticoagulanti orali. Il rischio emorragico è più alto.

Tempo di quick troppo alto: cosa significa?

I tassi superiori a 100% non hanno alcun significato clinico.

Eleonora Sanna
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