Ereutofobia o paura di arrossire: sintomi, cause, trattamento, di che si tratta?

Cos’è l’ereutofobia o paura di arrossire? Chi ne soffre? Come si cura?

L’ereutofobia, o paura di arrossire, è una fobia sociale caratterizzata dalla paura irrazionale di arrossire in pubblico. Questo disturbo d’ansia si può affrontare con una psicoterapia se altera la vita sociale di un individuo.

Cos’è l’ereutofobia o paura di arrossire?

Tutti tendono ad “arrossire” quando si trovano in una situazione imbarazzante o emotivamente pesante. Si tratta di un fenomeno naturale ma che non si presenta allo stesso modo in tutti gli individui.

Nelle persone ereutofobiche, arrossire provoca grande ansia perché fa vedere agli altri che l’individuo non è a proprio agio. Come tutti i fobici, gli ereutofobici proiettano la propria angoscia su un oggetto o una situazione “fobogeni” per liberare le emozioni troppo intense che provano. In questo modo non affrontano per davvero l’oggetto della paura. 

Nei casi più gravi, tale fobia potrebbe essere un sintomo di una nevrosi ossessiva. 

Quali sono i sintomi dell’ereutofobia?

Nella maggior parte dei casi, l’ereutofobia si presenta durante l’adolescenza, cioè quando lo sguardo altrui diventa sempre più rilevante. Le persone che si confrontano con questo tipo di fobia sviluppano una vera e propria paura di arrossire e arrossiscono anche in situazioni che fino ad allora non causavano alcun malessere.

È un vero e proprio circolo vizioso che si innesca e diventa invalidante nella vita quotidiana di molti ereutofobici. A volte, la paura si attenua con l’età ma in altri casi il disturbo d’ansia persiste e aumenta diventando cronico.

Quali sono le cause dell’ereutofobia?

Il meccanismo di arrossamento risulta da un’attività eccessiva del sistema nervoso simpatico, noto per attivate un certo numero di azioni non coscienti.  Consiste in un aumento dell’afflusso di sangue a livello dei vasi capillari del volto, del collo e del torace. L'iperemia dei vasi capillari, in particolare delle guance, porta all'arrossamento in situazioni di disagio generale o in un particolare caso di imbarazzo nei rapporti interpersonali. Spesso l'arrossamento, come già detto, viene considerato una caratteristica tipica delle persone timide, un "marchio" che identifica una persona poco sicura di sé. Questo porta quindi ad un'ulteriore chiusura a livello psicologico dell'ereutofobo, che si sente giudicato in maniera netta dalle persone attorno a lui.

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Inoltre, l’arrossamento potrebbe avere un’importante dimensione ereditaria perché non è raro che nella stessa famiglia ci siano più persone che arrossiscono eccessivamente. In caso di ereutofobia, l’arrossamento è un evento traumatico.

Quali sono i trattamenti dell’ereutofobia?

Quando l’ereutofobia colpisce la vita sociale e professionale deve essere risolta. Il trattamento può essere psicoterapeutico se il disturbo d’ansia dipende da un evento traumatico. Una prima soluzione antecedente alla terapia potrebbe essere quella di provare a fruttare l'arrossimento a proprio vantaggio. Si tratta, ovviamente, di un passo difficilissimo per chi ha questa fobia. Ma, al contempo, si potrebbe provare a sfruttare il fenomeno per apparire affascinanti, misteriosi, unici.

La terapia cognitivo-comportamentale è considerata un caposaldo in materia di fobie, perché aiuta il paziente a confrontarsi poco a poco con il problema. Alcune ereutofobie sono legate a manifestazioni fisiologiche eccessive. Nei casi di arrossamento estremi, è necessaria l’ablazione del nervo simpatico.

Giada Di Matteo
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