Paura delle parole lunghe (hipopotomonstrosesquipedaliofobia): trattamento, sintomi, di che si tratta?

Paura delle parole lunghe: come si risolve? A cosa è dovuta?

La paura delle parole lunga, detta anche hipopotomonstrosesquipedaliofobia, è un neologismo che indica una fobia poco comune, quella delle parole troppo lunghe. In assenza di trattamento, questa fobia può essere fastidiosa nella vita quotidiana.

Cos’è la paura delle parole lunghe?

L’hipopotomonstrosesquipedaliofobia, o paura delle parole lunghe, è un disturbo psicologico provocato dalla paura delle parole composte da molte sillabe o comunque di una lunghezza considerevole come, ad esempio, “anticostituzionalmente”. Per essere più precisi, chi soffre di paura delle parole lunghe ha paura di scrivere o pronunciare male questo tipo di parole: ha paura di rendersi ridicolo davanti agli altri. Come per le altre fobie, il fobico sa che la propria paura è irrazionale ma è troppo intensa per essere superata senza aiuto psicologico.

Di solito, una persona colpita dalla paura delle parole lunghe mette in atto alcune tecniche di evitamento per non dover pronunciare o scrivere parole - appunto - troppo lunghe. Tuttavia, questo metodo non è molto efficace se la fobia peggiora, soprattutto se compare ansia di anticipazione (il soggetto entra nel panico all'idea di dover pronunciare una parola troppo lunga).

I sintomi della paura delle parole lunghe

L’hipopotomonstrosesquipedaliofobia si manifesta soprattutto con angoscia intensa e incontrollabile che può essere accompagnata da sintomi fisici più o meno pronunciati in base alla situazione. Ad esempio, il soggetto può essere molto pallido, irrigidirsi e presentare difficoltà di respirazione. Può anche avere i sintomi caratteristici di una crisi di panico (dolori toracici, tremori, vertigini, palpitazioni) o perdere conoscenza, ma solamente nei casi veramente estremi.

Le cause della paura delle parole lunghe

In caso di hipopotomonstrosesquipedaliofobia, la causa può essere legata a un evento traumatico del passato, di solito dell’infanzia (presa in giro dopo la pronuncia sbagliata di una parola o altri traumi sopraggiunti mentre si sviluppa il linguaggio). Di solito traumi simili sono alla base di molte delle fobie ad oggi conosciute. Tuttavia, dato che nella maggior parte dei casi si tratta di eventi avvenuti in giovanissima età, è difficile avvalorare tale tesi con prove certe. L’origine esatta della fobia resta dunque spesso sconosciuta.

A prescindere dal fattore scatenante, una fobia è una specie di meccanismo di difesa: per liberarsi di una grande ansia interiore il soggetto proietta la paura su un oggetto esterno. Possono essere i ragni, come nel caso dell'aracnofobia, l'altezza (aracrofobia), i luoghi chiusi (claustrofobia) o - appunto! - le parole troppo lunghe.

Il trattamento delle paura delle parole lunghe

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Chi soffre di hipopotomonstrosesquipedaliofobia o paura delle parole lunghe può aver bisogno di assistenza psicoterapeutica quando la paura diventa troppo invalidante nella vita quotidiana. Sono disponibili diversi approcci tra cui la psicoanalisi, per cercare l’origine esatta della fobia o una terapia cognitivo-comportamentale (TCC) che permette di tenere sotto controllo la paura in modo progressivo esercitandosi a pronunciare parole sempre più lunghe.

La terapia può essere accompagnata da un trattamento farmacologico (ansiolitici, antidepressivi). L’ipnosi terapeutica può aiutare a combattere l’angoscia.

• Eleonora Sanna
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