Potresti soffrire di questa fobia senza nemmeno saperlo
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Potresti soffrire di questa fobia senza nemmeno saperlo

Questa paura, nota come tripofobia, potrebbe derivare da un antico istinto di sopravvivenza mantenuto durante l’evoluzione.

Sei tripofobico? No? Forse lo sei e neanche lo sai. La tripofobia è la paura dei piccoli buchi compatti, come quelli visibili su tronchi d’albero, nelle spugne o nei semi di loto. Per coloro che soffrono di tripofobia, la sola vista di questi buchi può causare un vero e proprio attacco di panico o peggio.

Per la prima volta, un team di scienziati ha esaminato il motivo per cui le persone hanno questa insolita paura e hanno scoperto qualcosa di davvero inatteso. Questa fobia proverrebbe un antico istinto di sopravvivenza preservatosi attraverso l’evoluzione.

I buchi del loto

Nonostante questa paura non sia ufficialmente riconosciuta, miliardi di persone in tutto il mondo si definiscono tripofobi. I ricercatori dell’università dell’Essex, in Inghilterra, specializzati in questo campo, hanno condotto un’inchiesta su circa 200 persone per comprendere meglio le ragioni di questo fenomeno, che il co-autore Geoff Cole ritiene essere “la più comune fobia di cui non si sente mai parlare”.

Nel loro studio, pubblicato dalla rivista Psychological Science, hanno mostrato ai volontari 76 foto di oggetti e piante costellati di piccoli buchi, inclusi gli acheni del fiore del loto, così come 76 foto normali. I ricercatori hanno, quindi, scoperto che le immagini che scatenano maggiormente gli attacchi di panico tripofobici sono quelle che presentano un netto contrasto cromatico.

Animali velenosi

Ma perché queste immagini e forme scatenano reazioni così forti? Uno dei partecipanti ha fornito un indizio. In questo bambino, il primo attacco è stato scatenato dalla vista di un animale. L’animale, un polpo con anelli blu, ha la pelle con motivi circolari, che indicano la sua natura estremamente velenosa. Questo è ciò che ha portato Geoff Cole a definirlo un "momento Eureka!".

Analizzando le foto di diversi animali velenosi (scorpioni, serpenti, ragni, rane) hanno scoperto che questi animali hanno anche dei forti contrasti visivi. “Questi risultati suggeriscono che potrebbe esserci una parte del cervello programmata dall’evoluzione per avvertirci se ci troviamo faccia a faccia con un animale velenoso” ha spiegato Geoff Cole.

Quindi, per associazione, gli oggetti che condividono le stesse caratteristiche visive possono scatenare una risposta fobica. “Pensiamo che tutti hanno tendenze tripofobiche, senza tuttavia esserne coscienti” aggiunge Cole. “Abbiamo notato che per le persone che non hanno questa fobia le immagini tripofobiche sono comunque meno attraenti da guardare”.

Incorporato nel subconscio collettivo?

Tuttavia, bisogna ancora svolgere ricerche per sapere di più su questa reazione e su questa paura. Per fare ciò, gli scienziati esploreranno le caratteristiche visive di alcuni oggetti, per sapere se la manipolazione dei colori può portare le persone a preferire determinati oggetti. Ciò significa che saremo capaci di capire a che punto la tripofobia fa parte del subconscio collettivo.

Nel frattempo, puoi provare a guardare il video qui in alto per scoprire se anche tu soffri di tripofobia!

Di Paola Gentile
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