Tecnofobia: trattamento, sintomi, di che si tratta?

Cos’è la tecnofobia? Come si risolve?

In linguaggio medico, la tecnofobia è un’angoscia esagerata e incontrollabile che si manifesta quando si guardano oggetti tecnologici. Se diventa invalidante nella vita quotidiana, richiede un trattamento.

Cos’è la tecnofobia?

La tecnofobia è un’ansia eccessiva e irrazionale che si manifesta quando il soggetto viene a contatto con strumenti altamente tecnologici come i computer. In base ai casi, questa fobia può riguardare la tecnologia in generale o un apparecchio in particolare.

La tecnofobia può diventare invalidante nella nostra società in cui la tecnologia è onnipresente, soprattutto se la persona tecnofobica è costretta a utilizzare dispositivi sofisticati in ambito lavorativo. Immaginate come si sentirebbe una persona tecnofoba in un ufficio pieno di computer o circondato da persone intente ad utilizzare il proprio smartphone. Una persona tecnorfoba avrebbe inoltre fortissimi problemi a trovare un lavoro, dato che gran parte dei lavori - d'ufficio e non - richiedono oggi un utilizzo in misura variabile di un computer.

Tuttavia, casi di tecnofobia - anche se legati a tecnologie evidentemente molto diverse da quelle attuali - si registrano già a partire dalla rivoluzione industriale tra il diciottesimo ed il diciannovesimo secolo. In quel particolare frangente storico, quando la tecnologia si stava lentamente affermando nel processo produttivo, i cosiddetti "luddisti" organizzarono proteste e addirittura la distruzione dei macchinari per la paura dell'effetto che questi avrebbero potuto avere sull'uomo e sulla società.

In medicina, la tecnofobia è una fobia a tutti gli effetti, proprio come l’aracnofobia o la claustrofobia. Tuttavia, nel linguaggio comune, questo termine viene spesso utilizzato per indicare una persona contraria ad alcune scoperte tecnologiche per ragioni diverse (volontà di preservare l’ambiente, paura che altre macchine possano creare disoccupazione, preoccupazione per l'alienazione dovuta all'utilizzo intensivo degli strumenti tecnologici, ecc.).

I sintomi della tecnofobia

I sintomi della tecnofobia sono identici a quelli osservati nella maggior parte delle altre fobie. Si manifestano in presenza di un apparecchio tecnologico o per anticipazione, ad esempio, quando il soggetto pensa di dover utilizzare il computer il giorno seguente.

Oltre ad angoscia, possono presentarsi tremori, sudori, vertigini, palpitazioni, pallori, intorpidimento degli arti o sensazione di soffocamento. Un tecnofobico tende ad evitare il più possibile il contatto con l’oggetto della paura: può, ad esempio, rifiutare di avere alcuni apparecchi in casa.

Le cause della tecnofobia

Questo disturbo può essere considerato un meccanismo di difesa che permette al soggetto di esteriorizzare un’ansia molto intensa, proiettandola su strumenti tecnologici. Si tratterebbe di un meccanismo comune a molte altre fobie. L’origine di quest’angoscia può essere legata a un evento traumatico avvenuto durante l’infanzia o a fattori familiari o ambientali. Tuttavia, la causa esatta rimane sconosciuta in molti casi.

Il trattamento della tecnofobia

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Un’iniziazione o un avvicinamento agli strumenti tecnologici può essere utile in caso di tecnofobia leggera: aiuta a comprendere meglio e a ridurre l’ansia legata al loro utilizzo.

Tuttavia, per le forme più gravi, potrebbe essere necessaria una psicoterapia, a volte affiancata da un trattamento farmacologico a base di antidepressivi o ansiolitici. Si pensi alla terapia cognitivo-comportamentale (TCC): permette di combattere la paura progressivamente, con un confronto progressivo.

• Giada Di Matteo
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