Questo fungo potrebbe vincere l'inquinamento

Questo fungo potrebbe vincere l'inquinamento

È stata studiata un’interessante specie di fungo microscopico, l’Aspergillus tubingensis. Questo fungo sarebbe capace di grandi cose. I ricercatori sperano di imitarne le proprietà per tentare di risolvere il problema dell'inquinamento.

Negli oceani, sulla terra… ovunque nel mondo, la plastica è diventata un vero e proprio flagello. “Dieci tonnellate di plastica sono prodotte ogni secondo nel mondo e una di esse finisce negli oceani”, ha rivelato la rivista Cash Investigation. “A questo ritmo, entro il 2050 ci sarà più plastica che pesci”.

Non riusciamo a capire cosa fare dei rifiuti plastici, troppo costosi da riciclare. Gli stabilimenti inceneritori rilasciano numerose particelle pericolose per il pianeta e per l’uomo.

Un fungo microscopico capace di risolvere il problema

Per provare a risolvere il fenomeno, alcuni scienziati si sono mossi per trovare delle soluzioni. Perciò alcune équipe hanno da poco scoperto una larva mangiatrice di plastica e dei batteri attratti dal materiale. Ma potrebbe esserci un’altra potenziale arma identificata da Kew Gardens, uno degli illustri centri di botanica del mondo: funghi microscopici.

In un rapporto annuale, gli scienziati focalizzano l’attenzione su un fungo sconosciuto: l’Aspergillus tubingensis. Identificato l’anno scorso in Pakistan, sembra proliferare nei rifiuti ma non solo. Sarebbe anche capace di rompere il legame tra le molecole di plastica, più precisamente di poliuretano, per decomportlo in piccoli pezzi usando il micelio.

È il nome dell’apparato vegetale dei funghi, che ricopre diverse funzioni biologiche come la nutrizione, la crescita o la difesa. Una proprietà che gli scienziati vogliono conoscere. “Questa capacità potrebbe essere quello di cui abbiamo disperatamente bisogno per risolvere il problema ambientale dei rifiuti plastici”, indicano i ricercatori.

Leggi anche
Catturano unenorme coccodrillo di 600 kg dopo anni di caccia

Se questo fungo “potesse essere la soluzione, sarebbe stupendo”, dice la dott. Ilia Leitch che ha diretto l’équipe di Kew Gardens. “Siamo solo all’inizio delle ricerche ma spero di vedere i benefici del gungo che può mangiare la plastica da qui a cinque o dieci anni”, dice, ottimista.

Un dominio ancora sconosciuto

Si tratta di una scoperta promettente che conferma quanto poco si conoscano i funghi. Ci sono ancora moltissime specie sconosciute. “La nostra conoscenza dei funghi è ancora molto ristretta, rispetto allo studio di piante o animali”, spiegano i ricercatori. “Ma per quanto riguarda i problemi ambientali con cui abbiamo a che fare, i funghi potrebbero avere tutte le risposte che cerchiamo”, concludono.

Guardate il video per saperne di più!

Paola Gentile
Continua a leggere
Nessuna connessione
Verificare i parametri