Un incredibile "fossile" del Big Bang scoperto nell'Universo

Un incredibile "fossile" del Big Bang scoperto nell'Universo

I ricercatori hanno scoperto ai confini dell'Universo una nebulosa per lo meno singolare. Vergine di tutto "l’inquinamento" da parte delle stelle, costituisce un vero "fossile" del Big Bang.

I paleontologi non hanno il monopolio dei fossili! Anche gli astronomi possono scoprire reliquie venute direttamente dalla notte dei tempi. Ne è testimone l'incredibile scoperta fatta dai ricercatori della Swinburne University of Technology in Australia, grazie a uno dei più potenti strumenti ottici al mondo: i telescopi gemelli dell'Osservatorio W.M. Keck, una struttura in cima al Monte Mauna Kea, nelle Hawaii, a 4.145 metri sul livello del mare.

In una pubblicazione che appare nelle Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, gli astronomi Fred Robert e Michael Murphy rivelano la scoperta di una sorprendente "nuvola", qualificata come "fossile" del Big Bang. "Questa particolare nebulosa sembra pura, risparmiata da qualsiasi inquinamento da parte delle stelle, persino [miliardi] di anni dopo il Big Bang", ha detto Fred Robert in una dichiarazione. "La spiegazione più convincente è che si tratti di una vera reliquia del Big Bang", continua lo scienziato.

Una luminosità insuperabile

Per arrivare a questa scoperta, gli astronomi hanno utilizzato due dei dispositivi installati presso l'Osservatorio di W.M. Keck: l’Echellette Spectograph and Imager (ESI) e l’High-Resolution Echelle Spectometer (HIRES). Strumenti che hanno permesso loro di analizzare lo spettro emesso da una struttura molto particolare: un quasar.

Uno di questi straordinari oggetti celesti si trova infatti dietro al famoso "fossile" del Big Bang. Principale singolarità: la sua luminosità, senza eguali nell'Universo. Ed è proprio questa potente fonte di luce che ha permesso agli astronomi di osservare gli elementi presenti nella nebulosa vergine da ogni "inquinamento" stellare.

"Ci siamo rivolti verso dei quasar in cui i ricercatori avevano precedentemente osservato solo le ombre d'idrogeno... Questo ci ha permesso di scoprire rapidamente questo raro fossile, usando i telescopi gemelli dell'Osservatorio di Keck", ricorda Fred Robert. Una scoperta inedita che ha solo due precedenti.

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Scoperte impreviste

"Le prime due sono state scoperte accidentali e pensavamo che fossero solo la punta dell'iceberg. Ma nessuno [poi] ha trovato nulla di paragonabile - sono ovviamente molto rare e difficili da osservare. È pazzesco scoprirne finalmente una in modo metodico", gioisce John O'Meara, scopritore di una delle due precedenti nebulose. Un importante passo avanti che apre nuove prospettive per l'astronomia, come sottolinea infine Michael Murphy:

È ora possibile recuperare queste reliquie fossili del Big Bang. Questo rivelerà quanto siano rare e ci aiuterà a capire come alcuni gas abbiano formato stelle e galassie nell'universo primitivo, e perché altre no”. I "fossili" astronomici sembrano essere istruttivi come quelli dei paleontologi.

• Giada Di Matteo
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