Catecolamine: definizione, ruolo, come si analizzano i risultati?

Cosa sono le catecolamine? A cosa servono?

Prodotte dalle ghiandole surrenali, le catecolamine sono ormoni liberati nel sangue in presenza di stress psicologico o fisico. In medicina, il loro dosaggio è di solito richiesto per individuare due tipi di tumori: feocromocitoma e neuroblastoma.

Le catecolamine, di che si tratta?

Con il termine generico di “catecolamine” si indicano tre tipologie principali di neurormoni: noradrenalina, adrenalina e dopamina. Questi ormoni, prodotti dal sistema nervoso in caso di choc emotivo o fisico, facilitano la propagazione dell’impulso nervoso nel cervello.

Ciò permette di liberare glucosio e acidi grassi per aumentare l’apporto energetico, aumentare la pressione arteriosa o accelerare la frequenza cardiaca perché l’individuo possa reagire in modo adatto a un potenziale pericolo.

Quando le catecolamine assolvono la propria missione, sono metabolizzate in elementi inattivi. I feocromocitomi e i neuroblastomi producono importanti quantità di catecolamine nel sangue e nelle urine. Le catecolamine costituiscono, dunque, un marcatore tumorale per questo tipo di tumore. Il dosaggio è spesso associato a quello di metanefrine e dell’acido vanilmandelico (VMA).

Quando fare l'esame?

Le catecolamine sono molto utili da valutare nel caso in cui il medico abbia il sospetto che ci sia un feocromocitoma oppure un paraganglioma. In caso contrario, può tornare utile anche nel caso in cui il paziente soffra di ipertensione cronica o acuta e presenta dei sintomi piuttosto caratteristici, come ad esempio mal di testa, sudorazione, rossore, tachicardia

In altri casi questo test può essere importante anche per quei pazienti che hanno scoperto di avere un tumore delle ghiandole surrenali, così come se in ambito familiare ci sono già dei casi di feocromocitoma. Infine, può essere effettuato anche con l’intento di tenere sotto controllo i valori di quei pazienti che in precedenza sono stati in terapia per feocromocitoma. 

Il dosaggio delle catecolamine

Nell'ambito dello screening di un feocromocitoma o di un neuroblastoma, o in persone che soffrono di ipertensione arteriosa, vengono valutate adrenalina e noradrenalina.

La loro concentrazione può essere misurata nel plasma sanguigno, attraverso una puntura venosa realizzata sul braccio, o con un’analisi delle urine. Nel primo caso, il prelievo deve essere praticato dopo 20 minuti di riposo. La raccolta del campione di urine, se possibile, deve essere realizzata per 24 ore e durante o dopo un periodo di ipertensione.

Per quanto riguarda le analisi del sangue, i valori di riferimento sono:

- adrenalina: inferiore a 185 ng/l

- noradrenalina: inferiore a 675 ng/l

Per le urine:

- adrenalina: inferiore a 30 µg/24 h

- noradrenalina: inferiore a 100 µg/24 h

Tasso di catecolamine troppo basso: cosa significa?

Non ci sono soglie minime indicative che possono indicare una variazione patologica.

Tasso di catecolamine troppo alto: cosa significa?

Delle concentrazioni molto elevate di tali sostanze all'interno del sangue può anche essere responsabile lo stress, che può derivare da delle reazioni di carattere psicologico oppure da caratteri ambientali o, ancora, da valori ridotti di zucchero nel sangue.

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Inoltre, questi elevati valori possono esserci anche dopo dei traumi che hanno colpito il sistema nervoso centrale per via di una stimolazione o un danno nei confronti dei nuclei del tronco encefalico. In quest’ultimo caso si parla di ammasso di catecolamina.   

Il tasso di catecolamina, in ogni caso, se preso da solo, non può condurre a una diagnosi precisa.Tuttavia, una concentrazione elevata di catecolamine associata a un aumento delle normetanefrine e dell’acido vanilmandelico orienta il medico sulla pista di un feocromocitoma.

D’altra parte, un aumento della dopamina e del VMA, ma non della noradrenalina, orienta verso la diagnosi di un neuroblastoma.

• Eleonora Sanna
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