La NASA avrebbe trovato acqua nella Grande Macchia rossa di Giove
La NASA avrebbe trovato acqua nella Grande Macchia rossa di Giove
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La NASA avrebbe trovato acqua nella Grande Macchia rossa di Giove

Fino ad oggi impenetrabili: le nubi della Grande Macchia rossa di Giove. In un comunicato, la NASA ha annunciato di aver analizzato la loro struttura e la loro composizione gassosa. Scoprite nel video cosa hanno scoperto!

Da diversi secoli, Giove è un mistero: soprannominato il Gigante, è di gran lunga il pianeta più grande del nostro Sistema solare. Per composizione chimica, è il pianeta che più somiglia al Sole e che nasconde più segreti: “capire Giove, è capire come il nostro Sistema solare si è formato. O addirittura, è capire come gli altri sistemi solari si sono formati”, sottolinea la NASA in un comunicato.

Grazie a un nuovo studio pubblicato sulla rivista The Astronomical Journal, sappiamo qualcosa in più sul Gigante. L’astronomo della NASA Gordon L. Bjoraker e la sua squadra hanno esaminato la Grande Macchia rossa, il gigantesco anticiclone permanente dell’atmosfera di Giove. E il loro rapporto è straordinario.

Determinare l’altitudine delle nubi

È una teoria molto antica: da decenni, gli scienziati prevedono l’esistenza di tre strati di nubi. Uno strato più basso, costituito da acqua sotto forma di ghiaccio e acqua liquida; no strato intermedio, fatto di ammoniaca e di zolfo; e uno strato superiore composto solo da ammoniaca.

Per confermare la teoria, l’equipe di Bjoraker ha utilizzato la spettrometria osservando le lunghezze d’onda sullo spettro infrarosso, lì dove la maggior parte dei gas non assorbono il calore. Più in particolare, hanno analizzato gli schemi di assorbimento di una forma di metano. Dato che Giove è troppo caldo perché il metano congeli, la quantità di gas dovrebbe rimanere la stessa a prescindere dalla zona del pianeta.

Se la quantità di metano varia tra l’interno e l’esterno della Grande Macchia rossa, ciò non vuol dire che non c’è più metano. Ma indica la presenza di nubi più spesse, che bloccano le radiazioni della Grande Macchia rossa”, spiega Bjoraker.

Rilevamenti delicati

Grazie a questi rilevamenti, i ricercatori hanno più informazioni sull’altitudine dei diversi strati di nubi e sono riusciti a determinarne la temperatura. Hanno anche individuato da altri fattori che quali gas sono in grado di sopravvivere in queste regioni.

Secondo il loro rapporto, non ci sono dubbi: combinando la pressione dell’acqua e le misurazioni di monossido di carbonio, Giove avrebbe una quantità di ossigeno dalle 2 alle 9 volte più alta rispetto al sole. Conclusioni che confermano la teoria secondo cui Giove avrebbe idrogeno e ossigeno.

Lo studio ha avuto una certa eco all’interno della comunità scientifica, poiché i risultati di Gordon L. Bjoraker erano difficili da ottenere. Infatti, le nubi della Grande Macchia rossa sono così dense da non far passare l’energia elettromagnetica, impedendo agli astronomi di saperne di più.

E gli altri pianeti?

I dati di questo studio verranno utilizzati dalla sonda Juno, lanciata nel 2011, con la missione di studiare Giove da tutti i punti di vista. Juno dovrà confermare le ricerche di Gordon L. Bjoraker e in caso di esito positivo, il metodo verrà impiegato per esaminare gli altri pianeti.

Secondo Amy Simon, esperta in atmosfera planetaria presso la NASA: “Se funziona, potremmo applicare questo metodo per analizzare la composizione di altri pianeti”.

Guardate il video per sapere tutto su questa incredibile scoperta!

Di Paola Gentile
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