L'epidemia di antrace uccide più di 2000 renne in Siberia
L'epidemia di antrace uccide più di 2000 renne in Siberia
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L'epidemia di antrace uccide più di 2000 renne in Siberia

Migliaia di renne stanno morendo in Siberia a causa di un’epidemia. Tutti i dettagli nel video!

Il famoso batterio Bacillus anthracis fa di nuovo parlare di sé, dopo 75 anni di assenza in Siberia. Secondo le autorità, più di 2000 renne sono morte a causa della febbre da fieno e circa 90 abitanti della regione sono stati evacuati.

Identificare la causa responsabile dell’antrace non è stato semplice, ma le autorità hanno capito di cosa si tratta grazie a test specifici.

Antrace dal permafrost

Il focolare dell’epidemia sarebbe stato scoperto dai ricercatori ed è impressionante. Al contrario di altri patogeni, che mantengono l’ospite in vita per riprodursi, l’antrace produce una tossina che lo uccide.

Il microorganismo ha bisogno di un ospite in decomposizione per riprodursi: in questo modo, forma delle spore particolarmente resistenti alle condizioni estreme come la siccità o il calore. Non è quindi sorprendente che il batterio sia sopravvissuto nel permafrost.

Anche l’uomo contaminato

L’antrace è di solito curabile, ma ci sono diverse forme più o meno gravi. Con l’80% dei casi, la forma cutanea è la più comune, e può essere trattata facilmente con antibiotici, presentando una mortalità del 10-20% senza trattamento. La seconda forma, polmonare, è più grave e molto spesso fatale se non curata.

La terza forma è la più rara, l’antrace gastro-intestinale, quella che ha colpito il ragazzino di 12 anni morto in Siberia. Le autorità rassicurano e sottolineano che l’epidemia ha colpito solo una piccola regione della Siberia. Gli allevatori dovrebbero riuscire ad attraversare la zona, evitando i cadaveri contaminati.

Lo scioglimento del permafrost, un fenomeno che preoccupa

Quest’epidemia è un nuovo esempio delle conseguenze dello scioglimento del permafrost. Un fenomeno preoccupante per la comunità scientifica. Infatti, tra il 2014 e il 2015, due virus sconosciuti sono comparsi nel permafrost siberiano e sono stati riportati in vita in laboratorio.

Si tratta di ricerche che hanno inquietato gli scienziati come Chantal Abergel, all’epoca direttrice di Le Figaro: “la possibilità di riportare in vita un virus di 30 000 anni fa significa che i patogeni per l’uomo possono ricomparire”.

Gli scienziati mettono in guardia sui miliardi di tonnellate di gas a effetto serra contenuti nel permafrost che potrebbero liberarsi in caso di imponente scongelamento.

Ti diamo tutti i dettagli sul fenomeno nel video!

Di Paola Gentile
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