Gli scienziati del MIT hanno trovato un modo per rimpicciolire gli oggetti

Gli scienziati del MIT hanno trovato un modo per rimpicciolire gli oggetti

Gli ingegneri del MIT hanno inventato una nuova tecnica per rimpicciolire gli oggetti su scala nanoscopica. Il processo, chiamato "fabbricazione per implosione", rende gli oggetti 1.000 volte più piccoli in pochi secondi.

La fantascienza cede ancora terreno alla "scienza-realtà". Mentre molti film ci hanno fatto sognare la possibilità di restringere oggetti ed esseri viventi, i tecnici del MIT hanno annunciato di aver sviluppato un nuovo processo per ridurre varie strutture su scala nanoscopica.

Dalla microscopia al restringimento

La presente invenzione si basa su un'altra tecnica: microscopia di espansione. Questa consiste nell'iniettare un polimero (idrogel) in un campione biologico e quindi farlo dilatare. Questo metodo consente un ingrandimento artificiale della struttura, che facilita la sua osservazione. Ma gli ingegneri del MIT si sono resi conto che potevano fare la stessa cosa nella direzione opposta: creare una struttura in un idrogel espanso, quindi ridurla su scala nanoscopica.

L'idrogel in questione, lo conosciamo tutti senza saperlo: si trova in pannolini, assorbenti igienici e vasi di fiori. Si tratta di poliacrilato, un polimero che si gonfia a contatto con l'acqua. Questo lo rende il candidato ideale per il metodo di "fabbricazione per implosione", sviluppato dagli ingegneri del MIT.

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Il futuro dei microchip

Il primo passo è fare un’”impalcatura” di poliacrilato. I ricercatori vi depositano quindi molecole di fluoresceina in sospensione usando un laser e un microscopio ad alta precisione. Queste molecole servono come "ancore" a cui i ricercatori possono quindi fissare un'ampia varietà di materiali, dal metallo al DNA, attraverso punti quantici (minuscole particelle semiconduttrici).

Una volta che la struttura è completa, non resta che aggiungere un acido per bloccare le cariche negative dell'idrogel in modo che smettano di respingersi. Il gel si contrae e la struttura diventa un solido denso e stabile su scala ridotta. "È un modo per trasformare quasi ogni tipo di materiale in un modello 3D, con precisione nanoscopica", afferma Edward Boyden, ricercatore al MIT.

Grazie a questo metodo, economico e accessibile, gli scienziati sperano di trovare un modo per consentire al grande pubblico di produrre microchip a casa.

• Giada Di Matteo
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