Flebite: sintomi, cause e trattamento della trombosi venosa
Flebite: sintomi, cause e trattamento della trombosi venosa

Flebite: sintomi, cause e trattamento della trombosi venosa

Di Giada Di Matteo
Modificato

La flebite, o trombosi venosa, è un disturbo cardiovascolare dovuto all’apparizione di un coagulo di sangue a livello della gamba e del polpaccio. Quali sono i sintomi e qual è il trattamento?

Cos’è la flebite?

La flebite, chiamata anche trombosi venosa, è dovuta alla formazione di un coagulo di sangue (trombosi) in una vena, che blocca del tutto o in parte il passaggio del sangue. Può comparire in un punto qualsiasi dell’organismo, ma di solito si trova a livello delle gambe. Ogni anno la flebite è responsabile di più di 800 000 decessi nel mondo.

È possibile distinguere due tipi di flebite in base alla vena interessata e alla gravità. La flebite superficiale interessa le vene che si trovano proprio sotto la pelle, molto spesso a livello di una varice. Il coagulo è di piccola taglia e non presenta rischi per la salute.

La flebite profonda compare nella rete di vene che si trovano in profondità, che alimentano i muscoli e i tessuti. Il flusso sanguigno qui è più importante ed esercita una pressione più forte sul coagulo. Può quindi distaccarsi e arrivare al cuore dove può bloccare una delle arterie principali del corpo umano. La flebite profonda causa numerose complicanze, come un’embolia polmonare, e necessita assistenza ospedaliera immediata.

Sintomi: come riconoscere una flebite?

I sintomi sono diversi in base al tipo di flebite. La flebite superficiale è visibile più facilmente. Si nota gonfiore e irrigidimento della vena sotto la pelle. L’infiammazione si estende generalmente sotto la parte di pelle circostante, rendendola dolorosa e sensibile al tatto. Può formarsi anche un edema.

I sintomi della flebite profonda dipendono dalla localizzazione del coagulo di sangue. Sono meno marcati e quindi più difficili da diagnosticare. Generalmente si nota un dolore profondo al polpaccio o alla coscia, una sensazione di calore, intorpidimento della gamba e in alcuni casi la comparsa di un edema. Il paziente prova dolore sollevando la punta del piede verso l’alto. È ciò che si chiama il segno di Homans, caratteristico della trombosi venosa.

Cause e fattori di rischio della flebite

Alcune persone sono più predisposte di altre a contrarre la flebite. Per le persone colpite da cancro e per le donne incinte il rischio di flebite è moltiplicato per 4. Le persone che soffrono di insufficienza venosa (malfunzionamento del sistema nervoso) e che hanno dei problemi cardiaci (soprattutto chi porta un pacemaker) sono molto più a rischio della media.

Inoltre, bisogna prendere in considerazione fattori e situazioni. Un lungo periodo di immobilità dovuto ad esempio ad un viaggio in aereo o ad una permanenza a letto prolungata aumenta considerevolmente i rischi. Anche il fumo, l’età e l’obesità hanno un ruolo importante nella comparsa della flebite.

Qual è il trattamento contro la flebite?

In caso di flebite profonda, un trattamento farmacologico anticoagulante deve essere eseguito il prima possibile. Lo scopo è quello di dissolvere il coagulo sanguigno. I farmaci più utilizzati sono l’eparina a basso peso molecolare (HBPM) e l’anti-vitamina K (AVK). Una contenzione venosa è messa in pratica dai primi giorni. Si raccomanda anche di portare calze contenitive per alcuni mesi, per prevenire eventuali complicanze, come la sindrome post-trombotica.

La flebite superficiale necessita solo di un trattamento locale. Riposo prolungato con sollevamento della gamba è sufficiente alla guarigione, nella maggior parte dei casi.


Nessuna connessione
Verificare i parametri