Gasometria sanguigna: definizione, come si svolge l’esame e quali sono i rischi
Gasometria sanguigna: definizione, come si svolge l’esame e quali sono i rischi

Gasometria sanguigna: definizione, come si svolge l’esame e quali sono i rischi

La gasometria sanguigna è un esame sanguigno che permette di valutare la funzione respiratoria di un paziente. Questa misurazione, effettuata tramite puntura arteriosa, facilita l’individuazione di eventuali anomalie relative all’ossigenazione, alla ventilazione o all’equilibrio acido-basico.

I gas del sangue, di che si tratta?

La valutazione dei gas del sangue permette di analizzare un certo numero di parametri:

- pressione parziale dell’ossigeno (PaO2): deve essere superiore a 80 mmHg (millimetri di mercurio)

- pressione parziale di diossido di carbonio (PaCO2): deve essere compresa tra 35 e 45 mm Hg

- saturazione di ossigeno (SaO2): deve essere compresa tra 95 e 100%

- pH: deve essere compreso tra 7,35 e 7,45

- bicarbonato (HC03): deve essere compreso tra 22 e 28 mmol/l.

L’insieme di queste misurazioni permette di valutare le concentrazioni di ossigeno e di diossido di carbonio nel sangue arterioso ma anche l’equilibrio acido-basico. Questo tipo di esame è generalmente richiesto dal medico quando il paziente presenta difficoltà respiratorie, insufficienza cardiaca o renale, infezione grave o disturbi del sonno.

Come si svolge l’esame?

I gas del sangue sono misurati tramite prelievo sanguigno da un’arteria. La puntura è realizzata nell’arteria radiale (arteria che trasporta il sangue verso la mano) a livello del polso.

Quando non è possibile effettuare il prelievo sul polso, o in casi urgenti, si privilegia l’arteria femorale. Durante la puntura il paziente può essere messo sotto ossigeno. Dopo il prelievo, si comprime la zona interessata per 5-10 minuti.

Il campione prelevato, realizzato secondo le norme di asepsi, viene trasportato il più rapidamente possibile in un laboratorio di analisi per non falsare i risultati.

Gas del sangue: quali sono i rischi e le controindicazioni?

Il prelievo di sangue dall’arteria femorale presenta più rischi rispetto al prelievo radiale: il rischio emorragico è maggiore e il rischio infettivo aumenta esponenzialmente, data la vicinanza dell’area agli organi genitali.

La puntura può risultare difficile e causare la formazione di microcoaguli. Questo tipo di esame è controindicato in caso di disturbi dell’emostasi, di immunodepressione grave, dell’assunzione di farmaci anticoagulanti, di trombosi arteriosa o di fistola arterio-venosa.

Di Giada Di Matteo
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