Ionogramma sanguigno: definizione, come si svolge e ci sono dei rischi?
Ionogramma sanguigno: definizione, come si svolge e ci sono dei rischi?

Ionogramma sanguigno: definizione, come si svolge e ci sono dei rischi?

Uno ionogramma sanguigno è un’analisi biologica che permette di valutare la concentrazione di elettroliti contenuti nel sangue. Questo test è di solito richiesto per individuare disturbi ionici.

Cos’è uno ionogramma sanguigno?

Lo ionogramma sanguigno traccia una cartografia dei composti ionici del sangue che sono, soprattutto, gli ioni sodio (Na+), gli ioni potassio (K+) e gli ioni cloro (Cl-) anche se è possibile valutare la concentrazione di molti altri ioni (bicarbonato, calcio, magnesio, fosforo…).

Queste tre entità partecipano al mantenimento della pressione osmotica, cioè la pressione minima richiesta per impedire ad alcune molecole di passare da una soluzione organica all’altra. Questi ioni ricoprono anche un ruolo preponderante nell’equilibrio acido-basico e a livello dei processi che permettono una buona idratazione dell’organismo (equilibrio idro-elettrico).

La prescrizione di uno ionogramma sanguigno permette al medico di controllare le funzioni renali, digestive e respiratorie.

Come si svolge l’esame?

Quest’analisi richiede la realizzazione di una puntura venosa (prelievo di sangue) sul braccio. La tuba in cui viene prelevato il campione contiene una sostanza anticoagulante.

Al contrario di altri esami sanguigni, per uno ionogramma il paziente non deve essere a digiuno, è però necessario comunicare qualsiasi trattamento seguito in laboratorio. I valori di riferimento variano in base all’età. Nell’adulto, i valori di riferimenti sono i seguenti:

- ioni sodio (Na+): tra 133 e 143 milliequivalenti mmol/L

- ioni potassio (K+): tra 3,5 e 5 mmol/L

- ioni cloro (Cl-): tra 98 e 106 mmol/L

- ioni bicarbonato (HC03-): tra 23 e 29 mmol/L

- ioni calcio: tra 2,2 e 2,6 mmol/L

Ionogramma sanguigno: quali sono i rischi e le controindicazioni?

Uno ionogramma sanguigno non comporta alcun rischio. La realizzazione del prelievo può causare un ematoma benigno a livello del punto di puntura che si assorbirà naturalmente in pochi giorni.

I principali rischi sono relativi all’aumento e alla diminuzione dei dosaggi ionici che possono essere osservati nell’ambito di alcune patologie. Un tasso di potassio elevato può rilevare un’insufficienza renale o un ipocorticismo mentre un tasso di sodio basso può dipendere da vomiti ripetuti o un’insufficienza delle ghiandole surrenali.

Tramite lo ionogramma sanguigno, il medico può determinare la quantità di ioni nel sangue. In base ai risultati, si opterà per un trattamento specifico per riequilibrare l’insieme del sistema elettrolitico.

Di Giada Di Matteo
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