Ipotiroidismo: sintomi, trattamento, cause, di che si tratta?

Ipotiroidismo: cause, sintomi, cura

L’ipotiroidismo è una malattia della ghiandola tiroidea che si manifesta con una diminuzione della secrezione di ormoni. Può comparire a causa di una tiroidite di Hashimoto o in caso di gravidanza. Quali sono i segni clinici e i trattamenti?

Definizione: cos’è l’ipotiroidismo?

L’ipotiroidismo consiste in una produzione insufficiente di ormoni da parte della ghiandola tiroidea. Si tratta di una disfunzione inversa all’ipertiroidismo.

La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla situata nel collo, sotto il pomo d’Adamo. Essa secerne ormoni (T3 e T4) che ricoprono un ruolo essenziale nell’organismo. Infatti, permettono di regolare il metabolismo cellulare e di controllare il ritmo cardiaco, l’energia muscolare, l’umore, la temperatura del corpo…

Si distinguono due forme di ipotiroidismo. L’ipotiroidismo congenito (o neonatale) che si diagnostica alla nascita. Un esame viene effettuato su tutti i neonati perché questa malattia può avere gravi conseguenze sullo sviluppo. L’ipotiroidismo acquisito compare più tardi ed è legato a cause e fattori diversi.

L’ipotiroidismo interessa soprattutto le donne con più di 50 anni. Infatti, circa il 3% delle donne e l’1,5% degli uomini ne sono colpiti.

Cause dell’ipotiroidismo

La causa principale dell’ipotiroidismo è la tiroidite di Hashimoto. Si tratta di una malattia autoimmune che risulta da una disfunzione del sistema immunitario. Quest’ultimo invia anticorpi a distruggere le cellule della tiroide, impedendo la sintesi degli ormoni T3 e T4.

L’ipotiroidismo può comparire in seguito a un trattamento che altera la ghiandola tiroidea come nel caso di un tumore della tiroide, di un nodulo tiroideo o di un ipertiroidismo. L’asportazione della tiroide comporta generalmente un ipotiroidismo permanente.

In caso di insufficienza alimentare, una carenza di iodio può provocare un rigonfiamento della ghiandola tiroidea e la comparsa di un gozzo alla base del collo. Ciò è raro nei paesi sviluppati perché il sale da tavola contiene iodio e fa fronte al fabbisogno giornaliero.

In alcune donne, l’ipotiroidismo può comparire dopo una gravidanza in seguito a una tiroidite post-partum. Si verifica molti mesi dopo il parto ed è di solito passeggera. In caso di diagnosi positiva bisognerà sorvegliare le gravidanze successive poiché il tasso di ricaduta è di 75%.

Sintomi: quali sono i segni clinici dell’ipotiroidismo?

I sintomi principali dell’ipotiroidismo sono dovuti al rallentamento del metabolismo: grande fatica, fisica e intellettuale, e uno stato di letargia. La temperatura corporea si abbassa (ipotermia) e il ritmo cardiaco rallenta (bradicardia).

Il paziente molto spesso ingrassa in modo esagerato e inesplicabile, nonostante ci sia una perdita d’appetito. Può avere crampi e dolori muscolari. La pelle diventa pallida e secca e il viso è leggermente gonfio. I capelli e i peli si fanno più radi. Il timbro della voce cambia.

Trattamento dell’ipotiroidismo

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Non si può guarire dall’ipotiroidismo. Tuttavia, esiste un trattamento farmacologico che cerca di stabilire un livello normale degli ormoni tiroidei nel sangue. Consiste nell’assunzione quotidiana di ormoni di sintesi. Si parla di ormonoterapia sostitutiva. Viene di solito prescritta levotiroxina: si tratta della forma sintetica della tiroxina (ormone T4).

Il trattamento continuerà generalmente per tutta la vita ma i sintomi migliorano nelle prime settimane. Sarà necessaria sorveglianza clinica e biologica. L’analisi del sangue permette di verificare il livello di ormoni e quindi di controllare la posologia.

Giada Di Matteo
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