PTT: definizione, ruolo, come analizzare i risultati?
PTT: definizione, ruolo, come analizzare i risultati?

PTT: definizione, ruolo, come analizzare i risultati?

Il tempo di tromboplastina parziale (PTT) o tempo di tromboplastina parziale attivata (aPTT) misura il tempo di coagulazione di un campione di plasma sanguigno in presenza di cefalina e in assenza di piastrine sanguigne. Quest’analisi rientra nell’ambito del bilancio dell’emostasi o del controllo di un paziente che prende anticoagulanti.

Cos’è il PTT?

Il dosaggio del PTT è richiesto soprattutto nei pazienti che seguono un trattamento anticoagulante (eparina, antivitamina K) ma può essere utilizzata anche per analizzare diversi disturbi della coagulazione: deficit dei fattori coagulanti, presenza dell’anticoagulante liquido, sindrome emorragica, malattia di Willbrand.

Il PTT fa parte, insieme al dosaggio di protrombina e alla conta delle piastrine sanguigne, dei principali test di diagnosi di un’anomalia dell’emostasi.

Il dosaggio del PTT

Il tempo di tromboplastina parziale si ottiene a partire da un prelievo sanguigno realizzato tramite puntura venosa sul braccio. Non è necessario essere a digiuno prima dell’esame ma si consiglia di fare un pasto leggero nelle ore che lo precedono.

Nel campione di sangue vengono introdotti cefalina, sostituto piastrinico, e un attivatore particolare (caolino, silice, acido elagico…). Ciò permette di esplorare diversi fattori di coagulazione come i fattori I, II, V, VIII, IX, X, XI, XII.

I fattori IX e VIII causano rispettivamente emofilia B e A. Il PTT è sempre messo a confronto con quello di controllo ottenuto facendo la media di circa 50 pazienti “normali”; il valore di riferimento è di solito compreso fra 30 e 39 secondi. Il risultato ottenuto è quello del rapporto tra il tempo del paziente e il tempo di controllo. Il valore indicativo si esprime con un rapporto inferiore a 1,2.

PTT troppo basso: cosa significa?

Una diminuzione del PTT rispetto al valore di controllo non ha alcun valore clinico.

PTT troppo elevato: cosa significa?

Il PTT del paziente è eccessivo quando supera di 8-10 secondi quello di controllo, per due volte. Questa condizione rivela un disturbo della coagulazione di cui è necessario determinare la natura.

È inoltre possibile osservare un’estensione del PTT in caso di deficit congeniti di uno o più fattori di coagulazione, del fattore Fitzgerald (deficit di chininogeno ad alto peso molecolare) o dei fattori II, V, X. Questa dilatazione del PTT può dipendere anche da un deficit acquisito secondario a una patologia epatica, a una fibrinolisi, a una coagulopatia di consumo, a un trattamento anticoagulante o a un trattamento a base di inibitori della trombina.

Di Giada Di Matteo
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