Shimao: archeologi scoprono i resti di una piramide vecchia 4300 anni

Shimao: archeologi scoprono i resti di una piramide vecchia 4300 anni

Alcuni archeologi hanno riportato alla luce una costruzione monumentale che potrebbe eguagliare i capolavori della Valle del Nilo, in Egitto. Si tratta di una piramide estesa su quasi 24 ettari e alta 70 metri, realizzata più di quattromila anni fa.

Hanno quasi la stessa età e forma simile ma sono separate da diverse migliaia di chilometri. La celebre piramide di Cheope, in Egitto da ben 4500 anni, ha ora una rivale molto lontana dal deserto egiziano. Si tratta di un’enorme piramide risalente a quattro millenni fa che è appena stata scoperta in una regione piuttosto famosa per i templi e i monasteri: la Cina.

Come rivela una pubblicazione sulla rivista Antiquity, è proprio a due passi dalla Grande Muraglia che l’impressionante monumento è stato scoperto. Costruita qualche secolo dopo il suo omologo egiziano, quasi 4300 anni fa, la piramide cinese supera le ambizioni di quella di Cheope, almeno in termini di superficie. Con una base di quasi 24 ettari, si estende su una superficie di quattro volte superiore.

In altezza, il capolavoro egiziano ha la meglio: con quasi 70 metri che separano il suolo dalla cima, la piramide cinese è alta la metà rispetto a quella del faraone a cui deve il suo nome. Il monumento cinese non sembra condividere neppure la funzione funeraria del mausoleo egiziano.

Un luogo di vita e lavoro riservato all’élite

Gli indizi [raccolti] fino ad oggi sembrano indicare che il complesso piramidale non fosse solo un’area residenziale per l’élite al potere ma anche uno spazio artigianale o di produzione artistica industriale”, svelano gli archeologi nella loro pubblicazione. Ipotesi avanzate in seguito all’osservazione della struttura molto particolare della piramide cinese.

La piramide è costituita infatti da undici livelli a terrazze, circondate da recinti in pietra, sull’ultimo dei quali sono stati trovati molti resti. “Vi erano grandi abitazioni in ghiaia con colonne in legno e tegole di copertura, un’enorme riserva d’acqua e resti domestici legati alla vita quotidiana”, spiegano gli scienziati.

Imponenti fortificazioni proteggevano l’entrata della piramide, “la cui struttura suggerisce che fossero destinate ad assicurare difesa e un accesso molto limitato”, spiegano gli archeologi. Oltre a questi elementi architettonici puramente funzionali, gli specialisti hanno scoperto anche alcuni segni esoterici sulla piramide cinese: una serie di simboli a forma di occhio e volti per metà umani e per metà animali.

Una grande città ai piedi della piramide

Un pubblico numeroso, si può dire. Per cinquecento anni, una citta è infatti prosperata ai piedi della piramide, Shimao. E non si trattava di un piccolo villaggio: 4000 proprietà nel periodo di massimo splendore, su quasi 400 ettari di superficie.

Gli abitanti non erano per nulla pacifici, se ci fidiamo delle scoperte fatte dagli archeologi. “Presso l’entrata esterna della porta e delle fortificazioni, sono state trovate sei fosse che contenevano ossa umane”, spiegano i ricercatori. Una scoperta piuttosto macabra che testimonierebbe la rivalità con il vicino sito di Zhukaigou, a nord di Shimao.

Le analisi morfologiche dei resti umani suggeriscono che le vittime avrebbero potuto intrattenere relazioni con gli abitanti di Zhukaigou, suggerendo anche che sarebbero potuti arrivare a Shimao come prigionieri nel corso dell’espansione del regime politico”, stimano gli archeologi. Prigionieri sacrificati senza dubbio per scopi religiosi, come confermano gli oggetti in giada infilati qui e lì nelle scanalature della piramide.

Il sito non ha ancora rivelato tutti i suoi segreti. Così come la piramide di Cheope cela ancora moltissimi enigmi, allo stesso modo gli archeologi ne avranno da risolvere qui in Cina.

Per scoprirne di più guarda il video!

• Giada Di Matteo
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