Gli scienziati giapponesi stanno per testare il primo ascensore spaziale

Gli scienziati giapponesi stanno per testare il primo ascensore spaziale

In questi giorni, un’équipe di ricercatori giapponesi proverà a realizzare un sogno scientifico vecchio più di 120 anni: legare la Terra allo spazio con un ascensore. Quest’idea, ancora allo stato embrionale, potrebbe diventare realtà entro il 2050.

Il progetto fantastico di un ascensore spaziale sta prendendo piede. Un gruppo di ricercatori della facoltà di Ingegneria dell’Università di Shizuoka, città sul litorale pacifico dell’arcipelago giapponese, prevede il lancio di un modello di ascensore spaziale.

Il dispositivo che questi audaci scienziati giapponesi vogliono lanciare in orbita è costituito da due piccoli satelliti cubici di una decina di centimetri. Tra loro, verrà teso un cavo di acciaio da 10 metri, che collega due punti dello spazio come una teleferica. Al posto della cabina c’è una piccola scatola motorizzata da sei centimetri di lunghezza per tre di larghezza e di profondità, che dovrebbe circolare in un senso, poi nell’altro, lungo il cavo.

Una prima mondiale

Sarà la prima sperimentazione al mondo a testare il movimento di ascensione verso lo spazio”, afferma con entusiasmo all’AFP uno dei portavoce dell’università asiatica. Una prima mondiale che sarà realizzata con l’aiuto di un lanciatore giapponese H-IIB e che, se si concluderà con un successo, concretizzerà un sogno vecchio 120 anni.

Un sogno fatto nel 1895 dallo scienziato russo Konstantin Tsiolkovsky dopo la visita alla Torre Eiffel. Per far uscire questo concetto dai libri di fantascienza, su cui vertono da decenni, le sfide da superare sono grandi. Prima di tutto: i materiali.

In grado di resistere al loro peso, i materiali devono anche essere leggeri. Pesi piuma che dovranno subire la trazione del cavo dell’ascensore spaziale, la forza centrifuga generata dalla rotazione dei meccanismi e l’attrazione gravitazionale lunare, solare e terrestre. La Terra, la cui atmosfera rappresenta allo stesso modo una minaccia per il dispositivo, sottomessa ai venti potenti che la attraversano ad altitudini elevate.

Ancora un po’ di pazienza…

Se l’esperimento si rivela un successo, nonostante tutte le difficoltà tecniche che potrebbero comprometterne la riuscita, sarà necessario attendere qualche altro decennio per poter provare la novità.

Gli scienziati intendono posizionare una stazione spaziale in orbita geostazionaria entro una trentina d’anni, a circa 36.000 chilometri sopra le nostre teste. Un dispositivo direttamente collegato con un cavo in nano-tubi di carbonio a un porto fluttuante di 400 metri di diametro nell’Oceano Pacifico.

Unico problema: la tecnologia attuale di produzione dei nano-tubi di carbonio non permetterebbe di produrre le quantità necessaria alla fabbricazione dell’immenso cavo di collegamento. Altro problema, notato dall’ingegnere Keith Henson, le considerevoli forze subite dalle fibre di carbonio le farebbe sfilacciare irrimediabilmente, come la maglia di nylon di un comune paio di collant.

La squadra di ricercatori giapponesi è ottimista riguardo all’avvenire del progetto. “In teoria, un ascensore spaziale è altamente verosimile. In futuro, il viaggio spaziale potrebbe diventare qualcosa di popolare”, prevede Yoji Ishikawa, ingegnere dell’Università di Shizuoka. Intanto, non ci resta che aspettare.

Per tutte le informazioni sull’ascensore, guardate il video!

• Giada Di Matteo
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