Ricercatori vogliono collegare il cervello umano a Cloud: ecco come

Ricercatori vogliono collegare il cervello umano a Cloud: ecco come

Creare un’interfaccia diretta tra i computer e il cervello è un vecchio sogno fantascientifico che potrebbe diventare realtà. 

Tutti i dettagli nel video! 

 

Oggi, sembra che alcuni abbiano lo smartphone letteralmente incorporato nelle mani. In futuro, però, questi oggetti potranno realmente essere impiantati direttamente nel cervello. In particolare, vi è una  tecnologia che lo rende così indispensabile: il cloud; una “nube” virtuale in cui si annida tutta la nostra vita digitale.

L’anno scorso, alcuni scienziati hanno presentato una tecnologia innovatrice, ribattezzata BrainNet, che permette a più persone  - tre - di condividere i loro pensieri o ancora di giocare online con la sola forza del pensiero. Il tutto, evidentemente, via cloud.

Nei meandri del cervello

Questa prodezza resa possibile grazie all’inserimento, direttamente nel cervello, di minuscoli elementi: i nanorobots

Più piccoli del diametro di un capello, questi dispositivi nanoscopici possiedono la capacità di circolare senza ostacoli nell’organismo umano. Una facoltà che potrebbe permettergli di raggiungere le insondabili profondità del nostro encefalo, come prevede  il ricercatore di nanotecnologie Robert Freitas Jr, dell’Institute for Molecular Manifacturing, in California: “Questi dispositivi potrebbero percorrere il sistema vascolare umano, attraversare la barriera emato-encefalica e autoposizionarsi , precisamente, tra o all’interno delle cellule cerebrali”. Un “potenziamento” dell’essere umano che creerebbe così una vera interfaccia neuronale diretta, o, in inglese, una “brain-computer Interface”.

Una visione del futuro umano che ciascuno è libero di giudicare come meglio crede, che divide il ricercatore Nuno Martins: “Con l’avanzata della nanorobotica neuronale, affrontiamo nel futuro la creazione di “supercervelli” che potrebbero sfruttare i pensieri e la potenza della riflessione di qualunque quantità di persone e di macchine , in tempo reale”. Quando? Tra qualche decennio, tutt’al più, secondo gli scienziati e i colleghi…

Prospettive allettanti

Potenziato così, l’essere umano diventato cyborg, secondo alcuni futurologi – guidati da Elon Musk e dalla sua società Neuralink – potrebbe unirsi  liberandosi delle differenze culturali. Una prospettiva idilliaca di cui si ha naturalmente il diritto di dubitare…

Restano, quali che siano – alcuni ostacoli da superare , prima di giungere a questi risultati. Primo tra tutti, e non l’ostacolo minore, assicurarsi che una tale tecnologia non comprometta la salute umana. L’altro ostacolo sarà semplicemente trovare il modo di assicurare il buon funzionamento della tecnologia, come aggiunge, infine, Nuno Martins stesso:

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Questa sfida non prevede solo trovare la giusta larghezza di banda per la trasmissione di dati nel mondo, ma anche il modo di permettere lo scambio di dati con i neuroni attraverso minuscoli dispositivi integrati in profondità, nel cervello”. L’impianto cerebrale di smartphone certamente non sarà pronto domani.

Paola Gentile
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