L’incredibile incontro con i Waorani, una tribù amazzonica di cacciatori

L’incredibile incontro con i Waorani, una tribù amazzonica di cacciatori

Un fotografo britannico è partito alla scoperta dei Waorani, una tribù che vive nella foresta amazzonica in Equador arrampicandosi sugli alberi e cacciando scimmie. Un incontro testimoniato da scatti fantastici.

La foresta amazzonica, con i suoi 550 milioni di ettari è la più grande riserva di biodiversità del mondo. Rappresenta l’habitat di mille specie diverse, animali come vegetali, ma anche di tribù che sembrano ancora vivere lontane dalla civilizzazione. È il caso dei Waorani.

Secondo le stime, questa tribù conta almeno 2000 individui divisi in più comunità e il fotografo Pete Oxford ha incontrato una di esse. “Una delle mie più grandi gioie è passare il tempo con persone che non mi somigliano”, ha spiegato l’uomo al Daily Mail. Immergendosi nella vita di una tribù indigena non è rimasto deluso.

Una tecnica di caccia ben collaudata

I Waorani cacciano usando lunghe cerbottane e lance. La principale preda? Scimmie, particolarmente comuni nella foresta. Per colpirle, gli indigeni devono arrampicarsi sugli alberi o sulle liane per poter scoccare le freccette avvelenate con curaro.

Nonostante il peso delle armi e l’agilità delle prede, i Waorani hanno una tecnica ben collaudata che gli permette di catturare molte scimmie. Si nutrono anche di pecari, di tucani e di piante ed erbe raccolte dalle donne della tribù.

Gli indigeni Waorani sono un popolo della foresta molto a proprio agio con la natura”, ha commentato il fotografo. Anche se a volte lo cacciano, il tucano è un animale da compagnia. È vietato cacciare cervi e predatori carnivori come giaguari o aquile.

Adattati al loro stile di vita

I Waorani non sono molto grandi. D’altra parte, hanno un corpo robusto che si adatta allo stile di vita. Pete Oxford ha potuto osservare che alcuni possiedono piedi molto piatti e a volte dotati di… sei dita. Un fenomeno dovuto non solo alla loro abitudine di arrampicarsi sugli alberi ma favorito dall’esiguo numero di abitanti.

Poiché vi sono solo poche migliaia di individui, è frequente che un uomo abbia dei figli con una donna imparentata, favorendo la diffusione di caratteristiche genetiche di solito recessive. Oltre alla caccia, il fotografo ha anche osservato altre attività dei Waorani come il confezionamento di gioielli o altri oggetti fatti di osso, legno e piume.

So che quando visito una tribù del genere, sono io ad essere straniero, non loro” ha notato Pete Oxford. “Sono stato accettato e hanno condiviso con me tutto quello di cui disponevano”.

Territorio minacciato

I Waorani sono una delle tribù più conosciute dell’Amazzonia. Soprattutto perché hanno dovuto portare avanti per molto tempo una vera e propria lotta per la difesa del loro territorio e della loro indipendenza. Nel 1990, il governo ecuadoriano ha istituito la riserva etnica Waorani di 700 000 ettari all’interno del Parco nazionale Yasuni.

Ciò non ha fermato le brame delle compagnie petrolifere che hanno costruito numerosi gasdotti nel territorio indigeno. Installazioni che hanno avuto conseguenze drammatiche a livello culturale e ambientali. “Oggi, i Waorani affrontano un cambiamento radicale della loro cultura a causa dello sfruttamento petrolifero nel loro territorio”, ha precisato Pete Oxford.

In seguito alle pressioni, alcune comunità si sono civilizzate mentre altre sono riuscite a rimanere isolate. Una situazione tutt’altro che stabile e che genera conflitti tra i diversi gruppi di Waorani. “Nel corso della mia vita, il mondo ha conosciuto una diminuzione massiva delle culture mondiali e della conoscenza indigena”, ha rivelato il fotografo.

Siamo tutti omogeneizzati sulla stessa cosa. Per me, è sconvolgente e cerco di documentare il maggior numero di culture antiche possibile per i posteri”, ha concluso.

Scopri le eccezionali immagini nel video!

• Eleonora Sanna
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