VIDEO: Pugile bacia forzatamente la reporter durante l’intervista

VIDEO: Pugile bacia forzatamente la reporter durante l’intervista

Il pugile bulgaro Kubrat Pulev ha ricevuto molte critiche per aver baciato una reporter alla fine di un’intervista, dopo un incontro a Las Vegas. Il tiratore di boxe bulgaro è stato intervistato dalla reporter del Vegas Sports Daily, Jennifer Ravalo, nota ai più come Jenny Sushe.

Un atteggiamento fuori luogo

La reporter ha posto varie domande al pugile e, a fine intervista, Pulev ha afferrato il suo viso e l’ha baciata sulla bocca. Dopo, la donna ha descritto l’incidente come “imbarazzante” e “strano”. Ha anche condiviso un video di un pugile che ne bacia un altro sulle labbra in un momento di stallo prima di incassare un colpo. Il Vegas Sports Daily ha detto che la sua giornalista è stata vittima di un bacio “indesiderato”, mentre tentava di intervistare l’atleta

Pulev ha commentato l’incidente su Twitter. Ha detto che la giornalista “è realmente una sua amica” e di essere stato così felice da aver deciso di baciarla.

La posizione dell’emittente 

Dopo le innumerevoli critiche degli utenti, il network si è distaccato dall’accaduto: “Vogliamo che sia chiaro che il Vegas Sports Daily dà importanza alla sicurezza e al benessere dei propri collaboratori, valori al di sopra di ogni classifica o click. Ai nostri giornalisti - con cui condividiamo l’ amore per lo sport e per i contenuti di qualità -  siamo orgogliosi di fornire le condizioni e lo spazio per fare il lavoro che amano, liberi da ogni abuso o molestia

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L’emittente ha ribadito che quel che è accaduto alla giornalista è stato “completamente imprudente e ingiustificato” e ha affermato che lo stato d’animo condiviso è contraddistinto da “shock, rabbia, imbarazzo e indignazione generale”.

È stata sottolineata anche l’importanza dei diritti delle donne, per l’azienda: “In secondo luogo, il Vegas Sports Daily è orgoglioso di essere una piattaforma che difende e dà valore alle donne, al loro contributo al giornale e, più in generale, all’industria dello sport. Vogliamo che sia chiaro che le donne devono sentirsi sicure e a loro agio nell’esercitare la loro professione, libere da ogni abuso, avances, molestia etc. sul posto di lavoro”.

 

 

Paola Gentile
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