Nicotinamide: effetti, fonti, carenza, di che si tratta?

Cos’è la nicotinamide? A cosa serve?

La nicotinamide, anche chiamata vitamina B3 o vitamina PP, è una vitamina idrosolubile essenziale alla metabolizzazione delle proteine, dei lipidi e dei glucidi ma fondamentale anche in molti altri meccanismi organici.

Cos’è la nicotinamide?

La nicotinamide, sintetizzata in minima parte dal triptofano (amminoacido essenziale), proviene soprattutto dall’alimentazione e prende parte a numerose funzioni organiche e metaboliche. È un meccanismo essenziale della produzione energetica perché è implicata nella degradazione e trasformazione dei nutrimenti.

La nicotinamide favorisce, inoltre, la formazione di emazie che contribuiscono al trasporto di ossigeno verso le cellule. La vitamina controlla la sintesi ormonale, il funzionamento del sistema digestivo e la produzione dei neurotrasmettitori.  

La vitamina B3 è un ottimo alleato per la salute della pelle, potenzia la memoria e sembra essere anche efficace nel trattamento di ansia.

Inoltre, la vitamina B3 permette di prevenire le malattie cardio-vascolari aumentando il tasso di colesterolo HDL e di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue migliorando la circolazione.

Quali sono gli apporti giornalieri raccomandati?

Gli apporti giornalieri raccomandati variano in base all'età:

- da 6 a 14 mg nel bambino

- da 15 a 18 mg nell'adolescente e nell'adulto.

I fabbisogni di nicotinamide aumentano leggermente in gravidanza e durante l’allattamento (20 mg/al giorno). È possibile aumentare le dosi raccomandate, su indicazione di un medico, per beneficiare degli effetti ipocolesterolemizzanti o ipotrigliceridemizzanti della vitamina B3.

Quali sono i rischi di una carenza di nicotinamide?

Un apporto di nicotinamide insufficiente non è sempre facile da individuare, perché i sintomi non sono caratteristici: fatica, debolezza fisica, disturbo del sonno, mal di testa, problemi di memoria, difficoltà digestive, dolori addominali, disturbi della concentrazione. La carenza di vitamina B3, è fortunatamente rara al giorno d'oggi e presente quasi unicamente nei paesi in via di sviluppo o in pazienti oncologici affetti da sindrome carcinoide. 

È possibile osservare un deficit di vitamina B3 anche in alcolisti, anziani o in persone che soffrono di celiachia o di una malattia infiammatoria dell’intestino.

Quali alimenti contengono nicotinamide?

Molti alimenti costituiscono importanti fonti di nicotinamide.

Le maggiori fonti naturali di vitamina B3 sono le arachidi, la carne bianca (specie il tacchino), la carne rossa, il fegato di manzo. Le carni, in generale, abbondano di vitamina PP.

Nel pesce questa vitamina si trova soprattutto nelle acciughe, nel tonno, nelle sarde, nel pesce spada e nel salmone

Frutta, verdura e uova ne contengono una bassa quantità. Al contrario, i cereali integrali e i loro derivati, la crusca, il latte e il formaggio sono ricchi di questa vitamina. 

Seguire un’alimentazione equilibrata apportando anche un’adeguata quantità di vitamine del gruppo B è una strategia efficace. È bene considerare che lo stress riduce notevolmente l’apporto di tali nutrienti.  

Quali sono le malattie legate alla nicotinamide?

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In caso di grave carenza di nicotinamide, può presentarsi una malattia particolare: la pellagra. Questa patologia è caratterizzata da gravi disturbi gastro-intestinale e neurologici come diarrea, nausea, vomito, cefalea, depressione, disorientamento, perdita della memoria e demenza. 

La pellagra è il risultato dell’associazione di tre grandi tipi di manifestazioni cliniche:

- dermatite,

- infiammazione delle mucose che ricoprono il tubo digestivo,

- malattia neurologica che si manifesta con demenza, allucinazioni, confusione mentale.

 

Eleonora Sanna
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