Piridossina: effetti, fonti, carenza, di che si tratta?

Cos’è la piridossina? Come si misura?

La piridossina è una delle sostanze attive della vitamina B6, la vitamina del gruppo B con più funzioni nell’organismo. Una carenza di piridoxina può avere gravi ripercussioni sulla salute.

Cos’è la piridossina?

La piridossina, nota anche come vitamina B6, è una vitamina idrosolubile appartenente alle vitamine del gruppo B, fondamentale nel mantenimento del bilancio energetico del corpo umano, rientrando come cofattore in più di 100 differenti reazioni enzimatiche. La sua funzione è indispensabile sia nella rigenerazione di glucosio (glicogenolisi e gluconeogensi), sia nella produzione di neurotrasmettitori come la serotonina, la dopamina, la noradrenalina ed il GABA, sia nella sintesi di acidi nucleici e niacina.

Spesso associata al magnesio, la vitamina B6 assume missioni diverse:

-         partecipa al metabolismo degli amminoacidi e del glicogeno (glicogenolisi);

-         interviene nella sintesi del DNA e dell’emoglobina;

-         favorisce la produzione energetica tramite l’ossidazione degli amminoacidi;

-         facilita la crescita e contribuisce alla sintesi dell’insulina;

-         stimola la sintesi di cheratina;

-         collabora alla creazione di anticorpi;

-         permette di lottare contro lo stress;

-         possiede un’azione rilassante.  

Quali sono gli apporti giornalieri raccomandati?

L’apporto quotidiano di piridossina è di circa 2 mg. I fabbisogni di piridossina sono correlati al consumo proteico. I vegetariani, i cui rapporti proteici sono minori rispetto ai non-vegetariani, presentano fabbisogni bassi.

Infatti, la vitamina B6 è impiegata nell’ambito del processo che conduce all’assimilazione delle proteine. Un’alimentazione troppo ricca di proteine può, quindi, condurre a una carenza di vitamina B6. Al contrario, le donne incinte o in allattamento presentano un fabbisogno maggiore. Anche gli alcolisti e gli sportivi di alto livello presentano fabbisogni che possono arrivare fino a 50 mg al giorno.

I LARN (Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti) prevedono le seguenti dosi giornaliere di piridossina (vitamina B6):

-        0,3 mg (dalla nascita ai 6 mesi);

-        0,4 mg (6 mesi – 1 anno);

-        0,4-0,5 mg (rispettivamente per femmine e maschi da 1 a 3 anni);

-        0,6 mg (4-6 anni);

-        0,8 mg (7-9 anni);

-        1,1 mg (10-12 anni);

-        1,4-1,5 mg (femmine e maschi da 13 a 15 anni);

-        1,4-1,6 mg (femmine e maschi da 16 a 17 anni);

-        1,1-1,4 mg (femmine e maschi da 18 a 59 anni);

-        1,1-1,3 mg (femmine e maschi di oltre 60 anni).

Durante la gravidanza e l’allattamento le dosi vanno aumentate rispettivamente di 0,2 e 0,4 mg. 

Quali sono i rischi di una carenza di piridossina?

Fortunatamente la carenza di vitamina B6 è al quanto rara data l'ottima disponibilità dietetica e l'efficiente assorbimento intestinale. 

Ad essere a rischio sono pertanto particolari categorie di pazienti come gli alcolisti cronici, le persone anziane e le persone affette da malattie intestinali croniche.

Un apporto insufficiente di vitamina B6 può manifestare segni clinici diversi: infiammazione della lingua (glossite), labbra screpolate, irritabilità, anemia, depressione, confusione mentale. 

Quali alimenti contengono la piridossina?

Questa vitamina di gruppo B si ritrova in numerosi alimenti. I prodotti più ricchi di piridossina sono: il lievito di birra, i pesci grassi, il fegato, il pollo, il giallo d’uovo, le frattaglie, le patate e le banane. È possibile trovare piridossina anche in legumi, verdure, avocadi, grano o cereali completi.

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In genere, una dieta equilibrata garantisce quantità sufficienti di vitamina B6, la quale viene anche prodotta in quantità modeste dai batteri intestinali.

Quali sono le malattie legate alla piridossina?

Si parla di avitaminosi B6 per indicare un deficit profondo di piridossina che può avere gravi effetti sulla salute: disturbi neurologici, dolori addominali, malessere generale. Nei bambini con meno di 8 anni, una carenza può causare acrodinia. Questa malattia infantile rara si manifesta con tumefazioni dolorose a livello delle estremità (mani, piedi, naso).

Giada Di Matteo
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