Vitamina B2 o riboflavina: definizione, dosaggio, effetti indesiderati, di che si tratta?
Vitamina B2 o riboflavina: definizione, dosaggio, effetti indesiderati, di che si tratta?

Vitamina B2 o riboflavina: definizione, dosaggio, effetti indesiderati, di che si tratta?

La riboflavina, anche chiamata “vitamina B2”, è una vitamina idrosolubile indispensabile al buon funzionamento dell’organismo. Non è sintetizzata dal corpo, per questo motivo è necessario assumerla tramite l’alimentazione per evitare carenze.

Cos’è la riboflavina?

Anche chiamata lattoflavina, la riboflavina contenuta in molti alimenti è assorbita dall’intestino tenue per idrolizzazione prima di essere distribuita e conservata in minime quantità negli organi, soprattutto fegato, cuore e intestino. Gli eccessi vengono quindi evacuati tramite urine. Questo implica che la riboflavina va assunta quotidianamente in quanto, appunto, essa non può essere conservata. Le funzioni della vitamina B2 si articolano su due grandi assi:

- produzione energetica: la riboflavina interviene nel metabolismo dei macronutrienti e partecipa a molte reazioni enzimatiche. Ricopre anche un’importante missione nell’ambito della respirazione cellulare.

- salute della pelle, dei capelli e degli occhi: la riboflavina stimola soprattutto il carattere elastico della cheratina e facilita la vista notturna. Potrebbe anche aiutare nella prevenzione della cataratta.

Essa inoltre aiuta nell'assorbimento di altre vitamine, come ad esempio la vitamina B6, e soprattutto nell'assorbimento del ferro

Quali sono gli apporti giornalieri raccomandati?

Le basse quantità di riboflavina conservate dall’organismo non sono sufficienti per coprire l’insieme dei bisogni, un apporto quotidiano è indispensabile. Nell’adulto, si raccomanda di assumere 1,6 mg di vitamina B2 al giorno.

Tuttavia, i bisogni aumentano nelle donne incinte (1,6 mg) e durante l’allattamento (1,8 mg), così come per gli alcolisti che non assorbono abbastanza vitamina e per gli sportivi di alto livello (da 25 a 50 mg).

Quali sono i rischi di una carenza di riboflavina?

Le manifestazioni di una carenza di riboflavina dipendono dalle funzioni che la vitamina svolge nell’organismo. Inoltre, un deficit moderato potrà causare disturbi cutanei, disturbi della vista e grande fatica legata a un’anemia. In alcuni casi si parla di ariboflavinosis.

Le insufficienze nutritive sono relativamente rare poiché le fonti alimentari sono numerose e quando compaiono sono dovute a un aumento del fabbisognogravidanza, allenamenti sportivi intensi.

Quali alimenti contengono riboflavina?

Nell’alimentazione umana, il latte rappresenta la fonte più importante di riboflavina ma molti altri alimenti costituiscono delle fonti: frattaglie, pollame, carne, bianco d’uovo e pesce. Tra i prodotti di origine vegetale ci sono: soia, cereali completi, legumi, frutta secca e verdure come carote, broccoli o spinaci. La razione consigliata è di circa 0,6 mg per 1000 kcal, senza possibilmente scendere sotto i 1,2 per gli adulti. Inoltre, bisogna tener presente che il consumo di caffé, di troppo zucchero, gli alcolici ed i contraccettivi orali potrebbero ridurre l'assorbimento della vitamina B2.

Quali sono le malattie legate alla riboflavina?

L’avitaminosi B2 è una carenza vitaminica grave. Questa situazione è rara perché la flora intestinale è capace di sintetizzare una minima quantità di riboflavina. Un deficit importante di vitamina B2 è di solito accompagnato da altre carenze di vitamine di gruppo B. I principali sintomi saranno la dermatite seborroica, soprattutto sulle palpebre, labbra secche e danneggiate, ingrossamento della lingua con cambiamenti della colorazione.

 

Di Giada Di Matteo
Modificato

Nessuna connessione
Verificare i parametri