Il Vesuvio, il temibile vulcano che distrusse Pompei
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Il Vesuvio, il temibile vulcano che distrusse Pompei

Di Giada Di Matteo
Modificato

Il Vesuvio si trova nei pressi di Napoli ed è uno dei vulcani più famosi del mondo. Infatti nel 79 d.C. ci fu la celebre eruzione che distrusse le città di Pompei ed Ercolano.

È considerato uno dei vulcani più pericolosi del mondo in virtù del suo passato. Il Vesuvio è uno stratovulcano situato nel golfo di Napoli, a una decina di chilometri dalla città. Raggiunge i 1281 metri ed è uno dei vulcani più attivi d'Europa.

Il Vesuvio è parte di una serie di vulcani originati dallo scontro delle placche tettoniche africana ed eurasiana. La sua formazione risale a 17.000 anni fa a partire da un edificio vulcanico già esistente. Noto come Monte Somma, crollò durante una potente eruzione, creando una vasta caldera dove si formò il cono del Vesuvio.

Le eruzioni del Vesuvio

Ci sono eruzioni effusive ed esplosive. In questo modo il Vesuvio rilascia una lava molto liquida sotto forma di fontane, colate, laghi e nubi ardenti. Queste eruzioni ricche di gas, cenere e rocce sono le più violente e possono salire a decine di chilometri di altezza nell'atmosfera, diffondendosi nei dintorni.

In 17.000 anni si sono susseguite otto eruzioni principali; la più nota è indubbiamente quella che distrusse le città di Pompei ed Ercolano il 24 agosto del 79, una delle più catastrofiche della storia. Classificata a livello 5 sulla scala VEI (indice di esplosività vulcanica che comprende 8 livelli), provocò la morte di almeno 16.000 persone.

Secondo gli aperti, il vulcano rilasciò un’enorme nube di gas vulcanici, cenere e rocce che raggiunsero trenta chilometri di altezza. Insieme alle colate laviche, le nubi ardenti distrussero tutto ciò che trovarono sul loro passaggio in meno di 48 ore, radendo al suolo i villaggi vicini e uccidendo la maggior parte degli abitanti.

Le eruzioni dopo quella di Pompei

Dopo il 79, le eruzioni si sono susseguite diverse volte tra pause di decenni o talvolta secoli. Altre due eruzioni sono state classificate a livello 5: una nel 472 e l’altra nel 1631. Da allora il vulcano è in un periodo di attività relativamente continua, rilasciando lava e nuvole di cenere.

Nel corso del XX secolo, ci sono state importanti eruzioni come quella del 1906 che distrusse diversi comuni e provocò almeno 100 vittime. L’ultima risale al 1944: durante la Seconda Guerra Mondiale, le nuvole di cenere costrinsero una base delle forze alleate all’evacuazione e danneggiarono diversi aerei.

Dormiente ma pericoloso

Oggi il vulcano è dormiente. Probabilmente è in una fase di riposo, ma gli esperti sono molto vigili a causa della sua natura imprevedibile. Il pericolo è dovuto soprattutto alla vicinanza alla popolazione. Infatti oltre 600.000 persone vivono in un perimetro di 10 km intorno al vulcano.

Estendendo il perimetro a 30 chilometri, il totale supera i tre milioni di abitanti, quindi un’eruzione violenta potrebbe avere conseguenze devastanti. La situazione nel golfo di Napoli è molto delicata, visto che il Vesuvio non è l’unico vulcano della regione.

La caldera dei Campi Flegrei è monitorata dagli esperti. Ma il Vesuvio è uno dei principali siti turistici della regione. Molti visitatori si avventurano ogni anno sui suoi fianchi fino alla cima.


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